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Svolta per l’area ex Silk-Faw, arrivano i belgi di Vgp: ecco cosa sorgerà a Gavassa

Svolta per l’area ex Silk-Faw, arrivano i belgi di Vgp: ecco cosa sorgerà a Gavassa

Il colosso belga ha perfezionato l’acquisto dell’area a nord di Reggio Emilia

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Reggio Emilia Alla fine, qualcosa sorgerà in quegli oltre centomila metri quadri di terreno a nord della città che avrebbero dovuto ospitare una delle più grandi fabbriche di auto del futuro. Non saranno le hyper car griffate Silk Faw a sfrecciare per Gavassa, ma saranno piuttosto, moderni capannoni a cambiare lo skyline di quella zona di Reggio. Capannoni industriali di ultima generazione firmati Vgp, il colosso belga che già da qualche anno ha messo radici in Italia, andando a costruire e gestire diversi parchi industriali, l’ultimo dei quali è stato inaugurato soltanto alcune settimane fa, alle porte di Milano.

Cosa sorgerà invece nell’area di Gavassa? Per ora nemmeno in Comune sanno quali siano gli obiettivi di Vgp Italia, i cui dirigenti hanno prima concluso l’affare con l’Azienda agricola Gavassa, proprietaria dell’area (oltre 110mila metri quadrati a vocazione industriale) e poi hanno ottenuto proprio dal Comune il primo dei tre permessi a costruire che, in base a quanto prescriveva l’ultimo Prg, servono per dare il via ai lavori. Vista la posizione strategica, il nuovo insediamento potrebbe essere di tipo industriale o anche semplicemente logistico. Sono questi i due ambiti in cui i belgi di Vgp si sono fatti strada in questi anni anche il Italia.

L’intera area - si ricorderà - era stata oggetto di un interessamento da parte del colosso cinese-americano delle Hyper car, Silk-Faw. Reggio e il resto del mondo si sono da poco lasciati alle spalle l’incubo della pandemia e questo atterraggio del colosso cino-statunitense sulla Pianura Padana sembra l’inizio di una roboante ripartenza. Peccato che poi chi avrebbe dovuto acquistare il terreno si sia chiamato fuori lasciando di stucco i proprietari dell’area, il Comune e altri creditori. La vicenda, almeno per quello che è il punto d’osservazione del Comune si è sbloccata all’inizio di quest’anno.

Fino a quei giorni, l’area di Gavassa restava una ferita aperta, per ciò che poteva essere e non è stato e per gli strascichi dolorosi che aveva lasciato sul terreno: affitti non pagati e stipendi non corrisposti ai pochi dipendenti che erano al lavoro per una operazione che non sarebbe mai andata in porto. Poi, tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, la svolta, confermata anche dall’assessore alla pianificazione urbana del Comune, Carlo Pasini. «Il Comune - spiega Pasini - ha avuto notizia di questo accordo, quando gli emissari di Vgp Italia si sono rivolti a noi per ottenere il primo permesso di costruire». Invero, sull’area di proprietà dell’Azienda agricola Gavassa, insistono tre potenziali permessi a costruire, che corrispondono alle diverse "fette" di quell’area. Per capirci: quando improvvisamente Silk-Faw si è ritirata dall’affare, il colosso cino-americano disponeva di tutti e tre i permessi necessari. Con la fine di questa trattativa, i tre permessi hanno perso il loro valore e il nuovo compratore ha dovuto riprendere l’iter daccapo.

Così, nelle magi di Vgp Italia c’è un primo permesso a costruire, che riguarda un’area di circa 75mila metri quadrati, ma non è escluso che poi arrivino anche le richieste per gli altri appezzamenti di terreno. Di certo, questi 75mila metri costituiscono il pezzo forte della trattativa. Per le dimensioni e per il fatto che possono contare su tutte le opere di urbanizzazione che in questo lasso di tempo - caratterizzato da grande incertezza - sono state comunque eseguite. Un valore aggiunto per le politiche industriali del gruppo belga che nel proprio sito istituzionale sottolinea come «le nostre sedi sono selezionate con uno scopo preciso: offrire alle aziende un accesso strategico alle principali regioni, città e vie di trasporto europei». l© RIPRODUZIONE RISERVATA