Ghigliottina con Meloni a Carnevale, Tarquini fa denuncia in Procura
Reggio Emilia: il caso dell’iniziativa di Casa Bettola arriverà anche a Rom: il deputato Vinci deposita un’interrogazione per chiedere lo sgombero
Reggio Emilia Un esposto in Procura e un’interrogazione parlamentare per chiedere lo sgombero di Casa Bettola. È destinato a fare discutere a lungo il caso scoppiato sabato scorso durante il carnevale di Casa Bettola, al Parco delle Caprette. Qui, una testa di carta raffigurante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e gli altri leader mondiali, sono stati decapitati da una ghigliottina azionata da un ragazzo vestito da boia, con felpa nera e il volto coperto da un passamontagna e ascia in mano. La “decapitazione” della premier è stata filmata e postata in un video choc divenuto virale. Lo sdegno del mondo politico è bipartisan, dal Governo al centrosinistra.
Casa Bettola rivendica il gesto. L’episodio avviene in un momento molto caldo della negoziazione per la sede dello spazio sociale. Un momento in cui Casa Bettola avrebbe voluto scegliere il Comune come interlocutore preferenziale per la regolarizzazione degli spazi, rispetto alla Provincia, per una maggiore libertà del municipio di valorizzare gli spazi stessi dal punto di vista sociale e culturale.
Al di là di interlocuzioni, tuttavia, al Comune non risulta esista un piano ufficiale per il riconoscimento pubblico. Dopo l’episodio di sabato è possibile che anche l’interlocuzioni subiscano una brusca frenata. E il pallino rimarrebbe alla Provincia, proprietaria dell’immobile occupato da Casa Bettola. L’avvocato Giovanni Tarquini, consigliere comunale e capogruppo di Reggio Civica, annuncia una denuncia in Procura: «Stamattina depositerò una denuncia da cittadino e consigliere comunale di Reggio Civica - afferma Tarquini -. Mi sembra chiaro che siamo di fronte al vilipendio di un’istituzione, indipendentemente dai nomi coinvolti. Farò denuncia, ma mi auguro non ce ne sia bisogno: la Procura dovrebbe agire d’ufficio». «Ma non è finito il Carnevale? Non finisce con il martedì grasso o, secondo il calendario ambrosiano, con il sabato grasso? No, a Reggio Emilia non solo non è finito ma si è voluto prolungare il suo tradizionale spirito liberatorio ben oltre i limiti non tanto della Quaresima, che evidentemente non interessa più a nessuno, ma della decenza e della legalità - incalza Tarquini -. L’iniziativa è dei signori di Casa Bettola, una sorta di comunità autogestita che nasce dall’occupazione di una casa cantoniera e propone un modello di mutualismo e cooperazione».
«Siamo usciti completamente dai binari della correttezza politica, della legalità e prima ancora del buon senso. Quanto è accaduto è inaccettabile. Quanto accaduto è un fatto di vilipendio delle istituzioni, punito dall'articolo 290 del codice penale. E come dimostra la risposta desolante e irresponsabile degli stessi autori il Carnevale ne è stato soltanto un pretesto», conclude Tarquini. Il deputato di Fratelli d’Italia Gianluca Vinci annuncia un’interrogazione parlamentare per chiedere lo sgombero di Casa Bettola. E Forza Italia «esprime ferma e totale condanna per quanto accaduto». Luca Vezzani, Mariarosaria Tedesco e Giuseppe Pagliani, del coordinamento cittadino e provinciale, definiscono quanto avvenuto sabato «un atto che non ha nulla a che fare con la satira o con lo spirito del Carnevale. Un episodio promosso dai centri sociali di sinistra che oltrepassa ogni limite civile e morale. È istigazione all’odio, pura e semplice. Come Forza Italia siamo da sempre il partito del garantismo, del dialogo e della civiltà liberale. Proprio per questo non possiamo e non vogliamo tacere di fronte a episodi che rappresentano un vulnus gravissimo alla convivenza civile e democratica del nostro Paese. Dissentire da un governo si fa nelle urne, non con ghigliottine e teste mozzate. Chiediamo una condanna netta da parte del sindaco e dell’amministrazione, nonché dal Pd locale e nazionale. Il silenzio sarebbe complicità. Chiediamo inoltre che le autorità competenti verifichino se quanto accaduto configuri gli estremi del reato di istigazione all'odio o di vilipendio delle istituzioni».
