Gen Z, è nato Verace: l’ente del terzo settore che racconta la Reggio vista dai giovani
Reggio Emilia: l’iniziativa e le idee di sette ragazzi reggiani che vogliono fare cultura
Reggio Emilia Sono in sette come le virtù, come le meraviglie del mondo, come i peccati capitali, o come i giorni necessari a Dio per creare il mondo. In realtà si tratta di sette ragazzi reggiani che hanno deciso di mettersi in gioco per creare cultura del territorio, lavorare alla rigenerazione urbana, partendo dalla scoperta e dalla narrazione di ciò che ci circonda. Sono i ragazzi che hanno dato vita a Verace, un progetto e insieme il nome di un ente del terzo settore che si candida a protagonista della scena culturale a Reggio Emilia. «In un territorio che negli ultimi vent’anni ha visto svilupparsi un profonda crisi culturale e strutturale _ dicono i ragazzi di Verace _ con fenomeni come lo svuotamento dei centri storici e la crisi demografica della montagna come elementi più evidenti, abbiamo scelto di non leggere questi dati come un destino, ma come una responsabilità. Nasce così Verace: un progetto culturale con l’obiettivo di sviluppare media, eventi culturali e progetti di rigenerazione urbana che uniscano tradizione, innovazione e riscoperta dell’identità culturale del territorio». I sette fondatori Verace è un’associazione fondata da giovani architetti, urbanisti, fotografi, musicisti, designer e professionisti della progettazione culturale.
Chi sono
Di Verace fanno parte Simone Todaro (urbanista) che dell'ente è anche il presidente, Mariasole Bombardi (graphic designer) Michele Ghiretti (fotografo e direttore della produzione), Carlotta Marani (architetta), Alessandro Tarquini (musicista e legale), Giorgia Uwagboe (musicista) e Diego Fornaciari (musicista e produttore musicale). Dopo un anno di sperimentazione e il percorso di incubazione d’impresa “Noi” dei Chiostri di San Pietro, concluso nel 2025, il 2026 segna l’avvio ufficiale di un piano che punta ad agire su 3 bisogni principali: conoscenza del territorio, spazi per la cultura e i giovani, proposte culturali stimolanti e fresche. Questi gli elementi che secondo i ragazzi di Verace possono riaccendere la città, «partendo dal renderla viva e stimolando la partecipazione dei giovani in un processo che parte dal conoscere ciò che ci circonda e ricominciare a vivere appieno la nostra città». Fatto da giovani per (non solo) i giovani, il progetto Verace ha l’ambizione di riunire in un unico contenitore diversi strumenti per attivare il territorio: i media per creare consapevolezza, per raccontare storie e per far conoscere soprattutto alle nuove generazioni il nostro territorio, partendo dalla nostra città, per comprendere le sue trasformazioni, stimolando il dibattito sulle potenzialità e sui problemi dei luoghi che abitiamo. La cultura per agire nel concreto, organizzando concerti, esposizioni, talk e dibattiti; e uno spazio in città per creare un impatto diretto e immediato sulla vitalità del centro storico. Esigenze di spazio Un luogo che il gruppo sta cercando e per il quale si spera di ottenere collaborazione da parte dell’amministrazione pubblica, per dare un piccolo contributo allo sviluppo della città; uno spazio da condividere, aperto alla cittadinanza in cui permettere alla creatività di esprimersi, ai giovani di trovarsi e creare comunità, un luogo dove organizzare iniziative e eventi aperti a tutti. Con questi obiettivi i ragazzi di Verace si sono messi al lavoro in questi mesi, cercando di dar vita alle tante idee nate da giornate intere passate a studiare e a confrontarsi su problemi e soluzioni.
I progetti
«É in fase di redazione – racconta Todaro – una rivista, per ora digitale, tramite la quale raccogliere e raccontare la nuova immagine della città e del territorio, a partire dalle storie dei commercianti del centro e della zona stazione, degli artigiani, dei pastori dell’appennino, dei pescatori del Po; dalla voce dei musicisti e delle immagini dei fotografi che abitano la provincia». Non è un caso che proprio Todaro abbia anticipato questa prima uscita sui temi cari a Verace: il magazine aveva costituito anche il cuoredell’esperimento dello stesso giovane urbanista, che ha realizzato nel 2024 una rivista su Via Turri come tesi di Laurea al Politecnico di Milano. Musica Verace Il debutto di Verace avverrà – assicurano i suoi creatori – anche per altri canali: «Stiamo lavorando – chiarisce il presidente di Verace – ad una rassegna di concerti in luoghi chiusi da tempo, come l’Ex Maffia, che riapriremo collaborando con giovani musicisti locali; oltre a laboratori di partecipazione civica per raccogliere idee e spunti per orientare le nostre prossime scelte». Le ambizioni, a questi sette ragazzi reggiani non mancano davvero: raccontare, dare spazio e investire sulla città tramite un modello che unisce narrazione e rigenerazione urbana, questa la sfida di Verace, che in questa fase di sviluppo sta raccogliendo fondi e sponsorizzazioni per avviare a pieno il progetto. «Ci siamo candidati a diversi bandi comunali e ministeriali – racconta Todaro – e stiamo cercando di fare rete con le aziende del territorio per ottenere sponsorizzazioni e contributi per la realizzazione delle iniziative che abbiamo in programma; vogliamo essere un mezzo tramite il quale investire sul futuro del nostro territorio». © RIPRODUZIONE RISERVATA
