Cappuccino ed erbazzone: la colazione reggiana diventa un inno rap grazie a Cloaca
Su Spotify è possibile ascoltare la canzone di Marco Campani, rapper originario di Castelnovo Monti
Castelnovo Monti Cappuccino ed erbazzone: una tradizione storica, un sapore familiare, la colazione che tinge con una nota positiva una giornata iniziata storta. È un’usanza tutta reggiana quella che Marco Campani, in arte Cloaca, ha trasformato in canzone, lasciandosi trascinare dalla passione per la musica e, insieme, da quella per un territorio che negli anni ha saputo rivalutare.
Cloaca, 28 anni, è nato e cresciuto a Castelnovo Monti, da mamma fiorentina e papà castelnovese. Con la tradizione che ha tradotto in musica ci è cresciuto: fa ormai parte di quel bagaglio di usanze e di scelte quotidiane che tutti noi reggiani diamo per scontate senza che lo siano. «Al bar, ogni mattina, l’ordinazione è la stessa: cappuccino ed erbazzone» ha raccontato Marco. Da qui, l’idea di scrivere un testo sopra una base e di mettersi a cantare: «È un tributo alla tradizione - spiega -. Un modo per omaggiare la grandezza culinaria di un prodotto che, tra l’altro, proprio quest’anno è diventato Igp».
E da ora, a Reggio, l’erbazzone si mangia, ma si canta anche. Perché l’omaggio di Cloaca alla più tradizionale delle colazioni reggiane non poteva essere in nessun altro modo, se non cantato. «La mia passione per la musica hip hop e rap nasce da ragazzino, quando ascoltavo Fabri Fibra e mi divertivo a fare freestyle insieme ai miei amici. Ho iniziato a scrivere qualche canzonetta e a fare live ogni tanto, qui a Castelnovo. All’epoca mi facevo chiamare Euromarc» racconta. Era il 2015, Marco frequentava le scuole superiori e in un paese piccolo come Castelnovo Monti, la sua passione per la musica e il suo desiderio di cantare lo resero un bersaglio.
Per un po’, Euromarc ripose il proprio sogno in un cassetto, per sfuggire ai giudizi, alle prese in giro, all’imbarazzo. «Poi con la pandemia, per sconfiggere la noia, sono tornato a cantare - prosegue - finché nel 2022, al Casina’s got talent non mi ripresento sul palco, con il nome di Cloaca». Senza troppi giri di parole, "Cloaca", in latino, significa fogna: «Ho scelto questo nome per le insicurezze che per anni mi sono portato sulle spalle. Le stesse che mi hanno allontanato da questa mia passione. Eppure, allo stesso tempo, questo nome mi ricorda quanto la musica mi faccia sentire utile, appagato, in un certo senso, bello». Ed è così che Marco ricomincia: partecipa a qualche live, pubblica i primi video su YouTube («Un canale vietato a chi si prende troppo sul serio»), scrive "Castel", canzone dedicata al suo paese e compone il suo primo Ep.
Poi arriva anche “Cappuccino ed erbazzone”. «Mi sono divertito tanto, è stato bello - racconta Marco -. Ho voluto girare anche il video della canzone e l’ho fatto insieme alle persone e nei luoghi che per me rendono tale questa tradizione». E così ha contattato Mattia Toni, titolare della foresteria sotto la Pietra di Bismantova, dove la clip è stata girata. Ha fatto tappa alla pasticceria Campari, «che fa un erbazzone incredibile!», poi dai nonni, per non commettere errori sul dialetto nella canzone, infine a Carpineti, per cercare “Cipollino”, protagonista di un video che nel 2019 ha ottenuto decine di milioni di visualizzazioni e che è citato all’interno della canzone. Insomma, un vero viaggio sul territorio. E così, dalla cucina alla tavola, l’erbazzone è diventato musica, in una canzone firmata Cloaca. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
