Guerra in Iran, scattano già gli aumenti di benzina e diesel. «Rischio austerity come negli anni ‘70»
Le previsioni arriva da Lorenzo Reggiani, coordinatore Faib: «Da lunedì si registrano aumenti del 20% nel gasolio»
Reggio Emilia «Speriamo che la situazione bellica nel Golfo duri poco: se dovesse continuare a lungo, rischiamo di ricadere in un regime di austerity come quello degli anni ‘70». Sono le previsioni di Lorenzo Reggiani, coordinatore Faib - federazione autonoma italiana benzinai - di Reggio Emilia, che ha commentato il rincaro dei costi dei carburanti.
I costi
«Da lunedì si registrano aumenti del 20%, circa 30 centesimi per litro sul diesel», ha testimoniato il gestore di un distributore Ego in città. A Reggio Emilia, come in tutta Italia, la situazione sta degenerando: alla pompa il diesel arriva a costare ben oltre i due euro al litro, se servito, con picchi di 2,214, come registrato in un distributore della nostra città. La benzina ha superato al self service l’euro e settanta al litro, mentre servita arriva a toccare punte di 2,024 nella provincia reggiana. Anche la benzina, come il gasolio, a Reggio Emilia ha superato il tetto dei due euro per litro alla pompa, con un aumento che sembra poter arrivare al 30% nei prossimi giorni. In autostrada la tariffa è ancora più salata: fino a 2,50 euro al litro per il diesel servito. I prezzi comunque oscillano da distributore a distributore: il minimo ieri per la benzina è stato 1,689 al self, con un apice di 1,809 euro al litro. Per il gasolio invece, picco di 1,964 al self, mentre il valore minimo si attesta a 1,829 - dati del ministero. Gli aumenti, causati dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, fanno paura a consumatori, rivenditori e sindacati di categoria: il governo valuta l’introduzione della cosiddetta “accisa mobile”, così da calmierare le tasse sul carburante, abbassandone di conseguenza i prezzi. «Questa può essere una soluzione temporanea e di buon senso – ha spiegato Lorenzo Reggiani – Diminuendo le accise sul carburante da un giorno all’altro si rischia però di penalizzare chi ha acquistato a piena tassazione», ha specificato.
Tutti a fare carburante
Un rischio, quest’ultimo, soltanto teorico dal momento che il governo non ha adottato alcun provvedimento. Le aziende rischiano il collasso, col gasolio che costa ai trasportatori 1,7 euro al litro più iva. Risentono degli aumenti anche il metano, cresciuto del 27% a marzo con una media di 1,40 euro al kg e il gasolio agricolo, che da lunedì è passato da 0,7 euro al litro a 0,95 euro al litro, 35% in più. «Oltre al problema dei costi – ha spiegato Roberto Savazzi, gestore di un distributore a Poviglio – ci sono anche criticità che spesso non vengono raccontate. La situazione è questa: quando viene annunciato l’aumento dei carburanti, le persone vanno in panico e fanno più rifornimento del solito, sperando di pagare meno, rifornendosi prima di ulteriori aumenti – ha continuato Savazzi – Facendo così però, i distributori sono costretti ad aumentare le proprie richieste alle compagnie petrolifere, per poter soddisfare la richiesta maggiore dei clienti. Questo circolo vizioso manda in blocco la logistica: non si riescono a rifornire all’ingrosso 100 distributori che vogliono il doppio del carburante rispetto a quello che ordinano di solito».
Poi, come sempre accade in questi casi, l’indice viene puntato sui benzinai, ma per Lorenzo Reggiani questo non è accettabile: «L’aumento del prezzo alla pompa non viene deciso dai gestori dei distributori. Non sono loro i colpevoli del caro carburante. I gestori degli impianti non hanno responsabilità, non sono loro a determinare il prezzo di vendita di benzina, diesel, metano e gpl. I benzinai ricevono un compenso fisso sul valore del litro di carburante, quindi non guadagnano di più con l’aumento dei prezzi, anzi. A trarre giovamento con degli extraprofitti sono le compagnie petrolifere, dunque coloro che producono, raffinano e distribuiscono l’oro nero. Prendersela coi benzinai è insensato. Non sono loro i cattivi». © RIPRODUZIONE RISERVATA
