Polo Rosselli, pioggia di multe agli studenti in scooter: «Mancano i parcheggi, è una beffa»
Reggio Emilia, la lettera dei genitori esasperati per la viabilità al polo scolastico a Coviolo
Reggio Emilia «Vogliamo un confronto con le istituzioni: la viabilità davanti al Polo Rosselli è un problema. La scuola dovrebbe insegnare la cittadinanza consapevole, non ignorare le necessità» recita una lettera scritta dai rappresentanti dei genitori dell’istituto Zanelli. Continuano dunque le polemiche riguardo la praticabilità stradale davanti al nuovo polo scolastico di via Rosselli a Coviolo. Lunedì (2 marzo) infatti molti ragazzi delle superiori Zanelli con Secchi e Motti, che ogni giorno si recano a scuola in scooter, si sono ritrovati multati. «Ho parcheggiato di fianco all’aiuola, dove solitamente parcheggiano in molti - racconta una studentessa -. Non ci sono ancora gli appositi parcheggi: vengo in scooter perché per me è più conveniente rispetto ai mezzi pubblici, anche per risparmiare tempo. Ho preso 17,50 euro di multa».
Ma non si tratta di un caso isolato: «Vengo in scooter perché così non prendo l’autobus, faccio prima e perché mi piace. Lascio il motorino vicino alla scuola, perché non ci sono parcheggi adatti agli scooter. Lunedì anche io sono stato sanzionato, con una multa di 37 euro» racconta un altro studente. Le sanzioni hanno generato perplessità in studenti e genitori che, in una lettera condivisa, hanno espresso le loro perplessità e chiesto una revisione: «Quali soluzioni si intendono intraprendere per ovviare al problema logistico che da settembre 2025 danneggia scolari, famiglie e residenti? Sono previste aree per i mezzi degli studenti? Se sì, dove sono?». «Da tempo - continua la lunga lettera redatta dai genitori -, famiglie e studenti segnalano criticità evidenti in un polo scolastico che, dal punto di vista logistico, appare sempre più come il regno dell’approssimazione. Carenza di parcheggi, trasporti pubblici non sempre adeguati per puntualità e disponibilità delle corse, spazi esterni ancora incompleti e condizioni interne che spesso non garantiscono il necessario benessere quotidiano».
Tra autobus stracolmi di ragazzi - che partono con a bordo un numero eccessivo di persone trasportate - e zone di sosta per le macchine assolutamente sottodimensionate rispetto al numero di studenti che frequentano il nuovo polo di via Rosselli, la questione rimane ancora irrisolta. Arrivare a scuola sembra un’impresa per i ragazzi, tanto che in molti, quando possibile, scelgono di mettersi in strada in sella al proprio motorino, per provare ad arrivare puntuali al suono della campanella. Oltre al danno, la beffa: «Punire gli studenti con sanzioni, senza offrire alternative reali di parcheggio, significa intervenire sull’effetto ignorando la causa. Quegli scooter rappresentano spesso la soluzione che permette ai ragazzi di raggiungere la scuola in autonomia, contribuendo anche ad alleggerire il carico sui mezzi pubblici» recita l’accorato appello.
Il malumore delle famiglie riguardo la viabilità davanti alle scuole di Coviolo non nasce certo ora. Dopo i numerosi ricorsi di settembre 2025 da parte di genitori e studenti, Seta, ai primi di ottobre, ha aumentato le corse degli autobus diretti al polo scolastico, inserendo una navetta in partenza da Buco del Signore Chiesa, senza fermate intermedie. Inizialmente sembrava che questa manovra avesse dato sollievo ai ragazzi e tranquillità agli adulti. Tuttavia, col tempo, si è dimostrata insufficiente per ovviare alle criticità: «Le colonne di auto continuano a essere visibili: partono dal cimitero di Coviolo e arrivano fin sotto al ponte di via Inghilterra - ha continuato un portavoce dei genitori -. Una scuola dovrebbe essere un luogo di crescita, rispetto e fiducia nelle istituzioni. Quando invece prevalgono disagio e senso di abbandono, il rischio è quello di alimentare distanza e malessere tra giovani cittadini e la comunità che dovrebbe sostenerli. Il problema non può più essere ignorato. Serve dialogo, non il silenzio» concludono i genitori, richiedendo a gran voce un confronto con la dirigente scolastica.l© RIPRODUZIONE RISERVATA
