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Condannato a 3 anni il rapinatore seriale che terrorizzò Correggio e Bagnolo

Serena Arbizzi
Condannato a 3 anni il rapinatore seriale che terrorizzò Correggio e Bagnolo

Il 43enne, Mohammed Abdul Salah Ahmed Alì, aveva ignorato il foglio di via, ora si trova in carcere

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Correggio Era diventato il terrore della Bassa, con i tanti furti e le rapine messe a segno a Correggio, ma anche a Bagnolo e a Campagnola. Ieri il giudice lo ha condannato a tre anni e un mese. Il pubblico ministero, Francesco Rivabella Francia aveva chiesto tre anni e otto mesi di pena, mentre l’avvocato difensore di fiducia, Francesco Cupello, aveva chiesto l’assoluzione laddove possibile e per le altre accuse il minimo della pena. Sono numerosi, infatti, gli episodi di cui è accusato Mohammed Abdul Salah Ahmed Alì, 43 anni: per alcuni di questi, l’imputato ha confessato, per altri non sarebbero state ritrovate le prove.

Il gup Silvia Guareschi ha quindi deciso di condannare l’imputato a tre anni e un mese con motivazioni che sarà possibile conoscere in 30 giorni, dopo i quali la difesa sceglierà se fare appello o meno sulla sentenza. Il 43enne era stato arrestato circa un anno fa e la notizia suscitò clamore, dato il forte allarme sociale creato dai furti e dalle rapine tra i cittadini, tanto che fu necessario convocare un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto. Durante l’incontro era stata decisa un’intensificazione dei controlli sul territorio. Poi, le indagini dei carabinieri portarono all’arresto del 43enne di origine irachena, senza fissa dimora, già destinatario di un foglio di via con divieto di ritorno per tre anni nel comune che aveva però ignorato. Nonostante il provvedimento, infatti, l’imputato aveva continuato a commettere furti e rapine tra aprile 2023 e fine 2024. L’indagine ha permesso di ricostruire una lunga serie di episodi di rapina e furti aggravati, spesso ai danni di negozi e abitazioni private. In alcuni casi, il responsabile è stato identificato grazie alle immagini di videosorveglianza o al riconoscimento fotografico da parte di chi ha subito questi episodi.

Tra i casi più gravi, c’è una rapina in abitazione il 31 agosto 2024: il 43enne, per farsi consegnare il denaro, colpì ripetutamente la parte offesa con pugni in faccia, minacciandola di morte e tentando di lanciarla dal balcone. Le lesioni riportate dall’aggredito erano state giudicate guaribili in 15 giorni. A questa si aggiunge una lunga serie di furti in negozi e case di Correggio. Tra i colpi più rilevanti, il furto in un salone da parrucchiere, da cui erano stati sottratti dieci tagliacapelli usati, cinque nuovi, una piastra per capelli, cinque phon e 400 euro in contanti. I militari hanno ricostruito con precisione ogni incursione delittuosa, raccogliendo elementi che hanno portato all’accusa di tentata rapina, furti aggravati, possesso di strumenti da scasso e violazione del foglio di via.

Il 43enne si introdusse anche nel capannone di un’azienda correggese: una volta dentro rubò una bicicletta del valore di 800 euro. Inoltre, si introdusse in un bar per rubare 20 euro dal fondo cassa, dopo avere forzato la porta laterale. Il 43enne non si fermava nemmeno davanti alla collocazione in pieno centro storico del locale preso di mira. Anche in questo caso, il furto è avvenuto a Correggio ed è stato portato via il registratore di cassa con dentro 220 euro, oltre a quattro palmari. L’imputato è in carcere. l© RIPRODUZIONE RISERVATA