L’assessore Prandi apre l’ufficio in via Turri: un presidio fisso nel cuore del quartiere stazione
Tra le novità in arrivo, il debutto dello "spazzino di quartiere", sportelli anti-burocrazia e l'ipotesi di riunioni di giunta direttamente sul territorio per contrastare il degrado e ascoltare i residenti
Reggio Emilia Un trasferimento significativo, che rappresenta molto di più di uno spostamento di ufficio. È un messaggio di vicinanza ai residenti di un quartiere difficile, forse il più "caldo" della città, per avvicinarsi a loro. E più avanti potrebbe prefigurarsi l’eventualità di una giunta proprio qui. L’assessore alla Cura della Città, Davide Prandi, titolare delle deleghe a manutenzioni del territorio, cura dei quartieri e delle frazioni, gestione dei rifiuti e partecipazione, trasferirà il proprio ufficio in via Turri. Si insedierà, infatti, al Punto Comune inaugurato lo scorso dicembre.
C’è già una data per il debutto della novità: l’assessore Prandi sarà in via Turri 25 da mercoledì 11 marzo inizialmente una volta alla settimana, fino a fine mese. «Da aprile l’idea è quella di essere lì quotidianamente fino almeno a luglio - specifica Prandi -. Ritengo importante questa presenza, soprattutto in questa fase, per presidiare da vicino le azioni di manutenzione e cura del quartiere che stiamo mettendo a punto. Questo sarà anche un motivo in più, per i dirigenti, per frequentare la stazione. Sarà un segnale di prossimità e vicinanza ai cittadini che vivono lì, ma per me rappresenta un simbolo dell’approccio con cui desidero pormi nei confronti della città intera. Intendiamo comunicare che comprendiamo il problema, ma la soluzione non arriva dall’oggi al domani. Occorre affrontare, tutti insieme, un percorso articolato. Cercherò di stimolare i colleghi a raggiungere il quartiere spesso. E l’intenzione è quella di iniziare con un punto di ascolto settimanale in cui l’assessore è a disposizione dei cittadini».
Questa è una delle iniziative che l’assessore Prandi sta progettando. «Ci sono giovani che orbitano intorno alla stazione che mi sono venuti a trovare e si sono resi disponibili per svolgere attività legate alla riorganizzazione del servizio rifiuti - chiosa l’assessore -. Ad esempio, sulle dimensioni dei contenitori dell’organico e sulla gestione del verde. Sono piccole cose, che in quel contesto diventano grandi. Le loro intenzioni sarebbero quelle di tenere pulito lo spazio sotto il portico, negli spazi comuni. Un gesto come questo potrebbe fare la differenza». Un tema, quello dei rifiuti, molto attuale, dal momento che si guarda con attenzione alla gara, che dovrebbe essere pubblicata tra giugno e settembre. Nel frattempo, il Comune sta lavorando con il gestore del servizio a un progetto che potrebbe prevedere l’introduzione dello "spazzino di quartiere". «Si tratta di una figura che segnala le emergenze e i problemi, si assicura che la batteria sia in ordine - aggiunge l’assessore Prandi -. Stiamo valutando l’introduzione dello spazzino di quartiere per tutta la zona urbana, incluso naturalmente il quartiere della stazione, nell’ambito della revisione del servizio di igiene urbana».
«Il trasferimento in via Turri, dunque, mira a raccogliere le idee di chi è sul territorio ma anche a garantire più disponibilità ai cittadini del quartiere - dice Prandi -. Riempire uno spazio di cose positive e fondamentale per contrastare quelle negative. A volte parcheggio appositamente in piazzale Europa per capire quanta insicurezza possa percepire chi vive lì o parcheggia lì la sua auto. Bisogna essere presenti sul posto. E segnalo che vi sono anche aspetti positivi, storie di riscatto, che vanno però valorizzate. Chi vuole farcela contro il degrado va accompagnato, non va lasciato solo». Prandi si riferisce anche a un’esperienza che in altri Comuni è stata definita "Angeli custodi", un servizio di affiancamento per semplificare la giungla della burocrazia.
«Vogliamo affiancare chi ha difficoltà a districarsi nella giungla burocratica degli accessi agli aiuti, che talvolta esistono, ma non vengono intercettati proprio perché difficili da chiedere - spiega il titolare della Cura della città -. Spesso, le fasce più deboli sono svantaggiate: vogliamo aiutarle. Il vero gol sarebbe garantire loro facilità d’accesso a questi strumenti. E ora non vengono intercettate tutte le categorie di popolazione bisognose d’aiuto. La volontà è di espandere il modello della zona stazione, ovvero raggiungere i cittadini, ad altre zone della città. È il concetto della casa di quartiere: la creazione di servizi diffusi invece che centralizzati. Cercheremo, inoltre, di lanciare la provocazione della giunta di quartiere - conclude l’assessore Prandi -. Un modo per avvicinarci ulteriormente alle persone che vivono lì, ripeto, per fare capire loro che l’amministrazione è vicina». l© RIPRODUZIONE RISERVATA