Nuovo caso di stalking per il 56enne già condannato, che si giustifica: «Dopo un anno come cliente, si era creata confidenza»
Interrogatorio di garanzia per l’uomo che ha preso di mira una donna che lavora in un negozio a Novellara
Novellara È tornato anche ieri davanti al giudice il 56enne accusato di stalking nei confronti di una donna di 30 anni che lavora in un esercizio pubblico di Novellara. Per l’uomo si tratta del nuovo capitolo giudiziario dopo una precedente vicenda di molestie che aveva coinvolto più persone, tra cui una madre e la figlia minorenne.
Ieri mattina (6 marzo) si è svolto l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Luca Ramponi. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il giudice, nell’ambito del nuovo procedimento, aveva però già disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’obbligo di dimora a Novellara, oltre all’applicazione del braccialetto elettronico. La donna che ha presentato denuncia è originaria di un altro comune della Bassa, ma lavora a Novellara. Il divieto di avvicinamento riguarda in particolare l’esercizio commerciale dove è impiegata.
Il 56enne, già sottoposto a libertà vigilata per il precedente procedimento, ha reso dichiarazioni spontanee. Ha spiegato di frequentare il negozio come cliente e di avere rivolto apprezzamenti alla donna perché, a suo dire, dopo circa un anno si sarebbe creata una certa confidenza. Ha inoltre sostenuto di parcheggiare spesso l’auto davanti all’attività perché frequenta locali e servizi nelle vicinanze. L’uomo era assistito in aula dall’avvocata Stefania Musi (la titolare del caso è l’avvocata Sara Veneselli).
La difesa ha chiesto la revoca dell’obbligo di dimora e una riduzione del raggio del divieto di avvicinamento, in parte già concessa, spiegando che il 56enne si occupa della madre e segue terapie a Guastalla. Secondo quanto riferito, l’uomo sarebbe in cura per problemi psicologici da circa trent’anni. Il precedente procedimento, davanti al giudice Silvia Guareschi, si era concluso con una condanna a cinque mesi di arresto per molestie, reato nel quale era stata riqualificata l’originaria accusa di stalking. Proprio nei giorni scorsi è intervenuta anche la onlus "La Caramella Buona", che ha lanciato un appello affinché vengano adottate misure più incisive per tutelare la vittima. © RIPRODUZIONE RISERVATA
