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Odissea in Thailandia, otto giovani reggiani bloccati a Phuket dalla guerra: «Voli da 25mila euro per rientrare»

Nicolò Valli
Odissea in Thailandia, otto giovani reggiani bloccati a Phuket dalla guerra: «Voli da 25mila euro per rientrare»

I giovani sono bloccati sull’isola dopo la cancellazione dei voli causata dal conflitto tra Usa, Israele e Iran. Tra costi esorbitanti per il rientro e scarso supporto dalle autorità, il gruppo lancia l’allarme

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Rubiera Bloccati a Pucket, meravigliosa isola della Thailandia, con l’incertezza di non sapere quando si farà ritorno a casa. Sono giornate complicate per un gruppo di giovani di Reggio e Rubiera: si tratta di otto trentenni partiti il 19 febbraio per godersi un paio di settimane di vacanza, facendo scalo ad Adu Dhabi. Il rientro era fissato per il primo marzo, ma l’attacco congiunto all’Iran da parte di Usa e Israele sta rallentando non poco i tempi, creando preoccupazione negli italiani in Medio Oriente e anche nelle loro famiglie nella nostra provincia.

«Abbiamo organizzato autonomamente il viaggio in autunno - racconta Sara - quando non c’era alcuna preoccupazione da un punto di vista geopolitico e senza legarci ad agenzie. Il volo da parte della compagnia Etihad Airways è stato cancellato a causa della situazione negli Emirati Arabi, quindi sono stati programmati due voli differenti, entrambi ancora annullati, tanto è vero che siamo ancora in Thailandia -. Gli unici voli diretti per l’Europa con altre compagnie costano migliaia di euro e c’è sempre il rischio overbooking: al momento non sono soluzioni percorribili». La ragazza chiarisce subito che la situazione sull’isola è tranquilla e non c’è alcuna ripercussione legata al conflitto, ma i disagi sono legati al lavoro e alle spese aggiuntive: «Abbiamo comunicato alle nostre aziende la situazione - prosegue -. Chi può sta lavorando da remoto, mentre gli altri dovranno aspettare. Sino a ieri eravamo in una struttura, ora invece abbiamo cambiato ma i costi aumentano, anche perché dobbiamo farci da mangiare. Stiamo bene ma abbiamo necessità di tornare nelle nostre città. E invece nessuno ci dice come muoverci». I rapporti con l’Ambasciata e il Consolato d’Italia in Thailandia, al momento, non hanno dato gli effetti desiderati «a differenza - chiarisce Sara - di altri paesi asiatici come le Maldive».

Si attende il volo giusto, mentre non è previsto, al momento, un volo di Stato. Gli ultimi aggiornamenti parlano di martedì 11 marzo come giornata di rientro, fissato dalla compagnia Etihad, comunque dieci giorni dopo rispetto a quanto previsto. Come il gruppo di amici, anche altri reggiani stanno vivendo ore di preoccupazione: a partire da Marco Corradi, ex presidente di Acer e in attesa dell’aereo che dall’Oman lo riporterà in Italia. A intervenire sulla situazione è anche il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, che è in contatto con il gruppo e che su Facebook pubblica la conversazione tra un ragazzo rubierese a Pucket e il Consolato italiano, aggiungendo: «I voli charter li fanno solo per le Maldive. I voli suggeriti dal Consolato costano, per otto persone, 25mila euro con Air France, 18.400 euro con Air China: cash. Con la compagnia thailandese si spende meno: solo 12.000 euro, ma a partire dal 24 marzo».

Poi il suggerimento al Governo: «Solo con l’Iva sui carburanti che sale, insieme ai prezzi, in due giorni lo Stato ha guadagnato 4,5 milioni di euro. Forse prenotare qualche posto sulle compagnie europee a prezzi calmierati sarebbe un modo semplice per riportare tutti a casa. Sono migliaia, probabilmente, gli italiani in questa situazione». l© RIPRODUZIONE RISERVATA