Asparago, via alla raccolta: ecco cosa dice il regolamento
Permesso, limiti e sanzioni: tutte le prescrizioni per proteggere l’ecosistema
Vezzano È iniziata la stagione della raccolta dell’asparago selvatico a Vezzano, stagione che andrà avanti e durerà fino al prossimo 31 maggio. La prelibata pianta erbacea la cui crescita spontanea avviene nei luoghi incolti, ai bordi delle strade e nelle siepi, è tipica di Vezzano. Merito delle peculiarità del suolo e del clima del territorio delle colline reggiane. I celebri “gessi”, le profonde falde acquifere e i microclimi della zona contribuiscono infatti a rendere unico l’asparago locale per le sue inconfondibili proprietà organolettiche, diuretiche, depurative e antidepressive, oltre che per il gusto saporito.
La raccolta è disciplinata da uno specifico regolamento che punta a garantire il rispetto degli ecosistemi e la conservazione del patrimonio naturale. Il documento, infatti, stabilisce che l’attività possa essere praticata solo da persone munite di apposito tesserino. Il permesso può essere richiesto presso l’Ufficio informazioni – protocollo del Comune (prendendo appuntamento chiamando il numero 0522 601911) oppure nei bar del territorio: a Vezzano presso Ar Bar&Food, bar Sport e bar 911, mentre a La Vecchia presso il bar La Bussola e il Nuovo bar Denis. I costi sono di 5 euro per il giornaliero, 15 euro per il settimanale e 40 euro per lo stagionale, mentre per i residenti il rilascio è gratuito.
Il regolamento prevede inoltre precise disposizioni: vige, infatti, il divieto di raccolta nell’area del Parco Pineta di Vezzano e all’interno di proprietà private, così come nelle giornate di lunedì, giovedì e venerdì. Ogni persona non può raccogliere più di 100 steli al giorno ed è severamente vietato lo sradicamento della pianta. Bisogna utilizzare solo strumenti da taglio per recidere lo stelo ad alcuni centimetri dal terreno. Per chi non rispetta tali norme o il regolamento sono previste sanzioni amministrative con multe che variano da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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