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Festa della donna

Cathy La Torre: «Per immaginare il futuro abbiamo il dovere di ricordare chi ha lottato per i nostri diritti»

Alice Tintorri
Cathy La Torre: «Per immaginare il futuro abbiamo il dovere di ricordare chi ha lottato per i nostri diritti»

L’avvocata e attivista a Reggio Emilia ospite d’onore alla premiazione Reggiane per esempio

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Reggio Emilia Un appuntamento che porta alla luce il tema dei diritti e lo fa parlando di storia per capire il presente. Un evento che mette al centro le donne e non donne qualsiasi, ma donne reggiane impegnate negli ambiti della giustizia. L’ospite d’onore della mattinata in sala del Tricolore dedicata alla premiazione delle Reggiane per esempio, non poteva che essere lei: Cathy La Torre, avvocata e attivista specializzata nei temi dell’equità, dell’inclusione e del diritto antidiscriminatorio, con particolare riferimento alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Nel 2019 è stata premiata da The Good Lobby come miglior avvocata pro bono d’Europa; nel 2020 ha ricevuto il Premio Coraggio Emanuela Loi; nel 2023 i Factanza Media Awards per la divulgazione in materia di equità e inclusione; nel 2024 il riconoscimento come Miglior Avvocato in Diritto Antidiscriminatorio. Ha pubblicato per Mondadori “Nessuna causa è persa” (2020) e “Ci sono cose più importanti” (2022) , per Feltrinelli “Non è normale. Se è violenza non è amore. È reato” (2024) e per ROI Edizioni “Non si può più dire niente” (2025). È creatrice dei podcast “Invertiti: storie di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali che hanno invertito il corso della storia” e “Dritti ai Diritti”. Porta in scena la conferenza-spettacolo “Tutte le volte che le donne”, dedicata alle figure femminili dimenticate dalla storia. Cathy La Torre, ieri mattina, ha introdotto la premiazione con un intervento puntuale ed emozionante che ha messo, nero su bianco, il valore della storia per il nostro futuro.

«Siccome la storia dimentica, noi abbiamo il dovere di ricordare» ha detto ai presenti, prima di ripercorrere alcune delle tappe che hanno portato le donne a poter prendere parte, come protagoniste, agli ambiti della giustizia in cui lavorano oggi le donne premiate ieri in sala del Tricolore. Di queste tappe, che ci hanno permesso di arrivare dove siamo oggi, molto si deve a Rosanna Oliva: «Si battè per ottenere pari diritti, pari dignità e pari opportunità per le donne in ogni ambito della vita. Rosanna Oliva si era appena laureata in scienze politiche a Roma, con tutti i requisiti per entrare in carriera prefettizia. Ma negli anni lo Stato italiano le disse no. Perché “era una donna”. Non per merito. Per genere. Rosanna Oliva non abbassò la testa. Fece una cosa radicale: pretese che la legge fosse coerente con la Costituzione. Fece ricorso, portò il caso davanti alla Corte Costituzionale e vinse. Da quel momento le donne poterono accedere a carriere pubbliche prima vietate. La sua storia ci insegna una cosa fondamentale: i diritti non cadono dall’alto, si conquistano e per farlo serve consapevolezza, del nostro passato, ma anche del nostro presente».  © RIPRODUZIONE RISERVATA