Gazzetta di Reggio

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In Val d’Enza

Lite al pronto soccorso del Franchini: spinge la barella contro la collega, medico a processo

Ambra Prati
PRONTO SOCCORSO OSPEDALE FRANCHINI MONTECCHIO
PRONTO SOCCORSO OSPEDALE FRANCHINI MONTECCHIO

L'episodio risale al 2022 durante un turno concitato all'ospedale di Montecchio: un 40enne è accusato di lesioni volontarie dopo un acceso diverbio nato per la gestione di un paziente. In tribunale a Reggio Emilia le prime testimonianze, mentre la difesa nega ogni addebito

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Montecchio Arriva l’ennesimo paziente urgente al pronto soccorso, bisogna prenderlo in carico, ma i dottori in servizio sono entrambi impegnati: nasce una discussione piuttosto accesa tra i due, durante la quale il professionista stizzito spinge una barella (vuota) contro la collega, che lamenta di essersi fatta male al ginocchio. Così un medico di 40 anni è finito alla sbarra con l’accusa di lesioni personali volontarie.

Teatro della presunta aggressione l’ospedale Franchini, dove all’epoca i camici bianchi lavoravano; in seguito entrambi hanno cambiato sede di incarico. L’episodio risale al dicembre 2022, in un frangente in cui al pronto soccorso c’era una certa concitazione, come spesso accade, per l’afflusso di urgenze. Pare che i colleghi avessero già avuto qualche screzio sulle procedure da seguire, tuttavia l’episodio non avrebbe avuto un seguito giudiziario se la dottoressa non avesse sporto querela contro il collega, accusandolo di averle ferito il ginocchio con la sbarra metallica della barella.

Lunedì 9 marzo, in tribunale a Reggio Emilia, davanti al giudice monocratico Silvia Semprini, sono stati sentiti i primi testimoni dell’accusa: due infermiere di turno quel giorno, che però hanno dichiarato di aver solo sentito vagamente l’alterco senza assistere all’episodio contestato. L’udienza si è quindi risolta in deposizioni poco significative e la seduta è stata rinviata per la deposizione di un infermiere maschio che invece, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe visto il "lancio" della barella. La dottoressa non si è costituita parte civile, mentre l’imputato - che nega con forza - è difeso di fiducia dall’avvocato Luca Monticelli. «Credo che finora l’istruttoria abbia fatto emergere l’infondatezza dell’accusa - ha detto il difensore -. A nostro avviso il presunto gesto si caratterizza per lieve entità e non avrebbe dovuto sfociare in un procedimento». Per la cronaca, il diverbio si è risolto in pochi minuti e il paziente in questione non ha atteso a lungo: di lui si è occupato il dottore imputato. l© RIPRODUZIONE RISERVATA