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«Soccorsi tempestivi per il bimbo: Importante chiamare subito il 112»

Miriam Figliuolo
«Soccorsi tempestivi per il bimbo: Importante chiamare subito il 112»

Era stato portato al pronto soccorso, ma era già chiuso

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Montecchio È ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale Maggiore di Parma, il bimbo di 4 anni vittima lunedì 9 marzo 2026 sera di una grave crisi respiratoria. Le sue condizioni, ieri, risultavano stabili. A darne informazioni è stata l’Ausl di Reggio Emilia che, sull’episodio, precisa come gli infermieri siano intervenuti con prontezza, e i soccorsi si siano allertati immediatamente: «Fondamentale in casi di questa gravità è chiamare la centrale operativa (numero 112)».

Quanto accaduto accende nuove polemiche in merito alla chiusura notturna del pronto soccorso del Franchini. Il bambino, infatti, lunedì sera, è stato portato lì dai genitori disperati, una coppia residente nell’oltre Enza. Ma il pronto soccorso aveva appena chiuso. Erano le 20.13, ricostruisce l’Ausl, che precisa: «Il minore, alle prese con problemi respiratori, portato dalla madre, è stato intercettato all’esterno della struttura da due infermieri che stavano smontando. I due sono intervenuti allertando i soccorsi con prontezza. L’ambulanza è stata ingaggiata alle 20.14 ed è giunta in loco alle 20.18; l’automedica è stata ingaggiata alle 20.17 ed è arrivata alle 20.27; l’autoinfermieristica è stata ingaggiata alle 20.14 è arrivata alle 20.18».

Da quattro a dieci minuti per un intervento in massima urgenza, con il personale infermieristico sul posto che intanto ha seguito tutti i protocolli di riferimento per casi di questo tipo. Gli infermieri hanno prestato, subito le prime manovre di emergenza somministrando ossigeno e aerosol, seguendo le indicazioni del personale medico dell’automedica che stava arrivando. Poi l’infermiere dell’autoinfermieristica ha affiancato il medico nel trasporto in ambulanza fino all’ospedale di Parma.

«Comprendendo lo stato paura e di tensione dei familiari in questi casi, si rammenta che in situazioni di tale gravità, e comunque sempre in condizioni di criticità importanti, è fondamentale chiamare subito il numero di telefono della Centrale operativa (numero di telefono: 112) – sottolineano dall’Ausl – e descrivere quanto sta accadendo, rispondendo alle domande dell’operatore per predisporre il percorso migliore per il trattamento del paziente».

È la centrale operativa, prosegue la nota, che, in base alla gravità e alla patologia, decide il mezzo da inviare e la struttura di destinazione. «Il minore sarebbe stato comunque inviato su Parma – è la conclusione – perché la risposta adeguata prevista dai protocolli era sull’Azienda di Parma».

Ora il capogruppo della Lega in Regione, Tommaso Fiazza, insieme ad Antonio Castagneti consigliere comunale di Bibbiano e segretario Lega Val d’Enza, e Cristina Fantinati consigliere provinciale di Reggio Emilia, parlano di «tragedia sfiorata»: «Due anni fa una donna incinta moriva davanti all’ospedale Franchini: possibile che non sia cambiato nulla? Se una persona cerca di fretta su internet trova, su Google, che è aperto 24 ore su 24».

Interviene anche Filippo Borghi, capogruppo di Viviamo Montecchio: «Oggi non abbiamo né pronto soccorso aperto 24h né Cau. Occorre potenziare concretamente i servizi, non bacchettare l’utente che, in un momento di emergenza, non ha chiamato il 112. C’è da chiedersi se l’azienda ospedaliera, i sindaci e gli altri soggetti istituzionali coinvolti, stia comunicando in modo efficace ai cittadini quali siano le corrette modalità di accesso e di attivazione del soccorso». l