Gazzetta di Reggio

Reggio

Il processo

Va a prendere la figlia in discoteca, vede il branco aggredire due buttafuori, li rimprovera e li filma: pestato e rapinato del cellulare

Ambra Prati
Va a prendere la figlia in discoteca, vede il branco aggredire due buttafuori, li rimprovera e li filma: pestato e rapinato del cellulare

Scandiano: è successo nel 2022 davanti al Corallo. Alla sbarra sette giovani

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Scandiano «È stato come un flash: ho visto che spintonavano mio marito, caduto a terra, e che lo colpivano a calci e pugni». Alla domanda, avanzata da una difesa, a quale distanza fosse e se c’era buio, la signora ha risposto: «Ero nel parcheggio ma l’ingresso era ben illuminato, c’era un lampione sopra. Ho avuto paura, la nottata è finita all’ospedale». Questa la testimonianza di una donna, andata insieme al marito a prendere la figlia all’uscita della discoteca Corallo di Scandiano, mitico locale oggi chiuso. Il padre, vedendo un branco di giovanissimi lanciare le transenne e prendersela con i due buttafuori che non volevano farli entrare, li ha redarguiti e ha filmato con il cellulare la scena: apriti cielo, il gruppo ha rivolto le sue attenzioni malevole verso il 57enne, rapinato del cellulare e pestato.

E’ iniziato in tribunale a Reggio Emilia, davanti al collegiale presieduto dal giudice Luigi Tirone, il processo a carico dei sette giovani, accusati di rapina e danneggiamento (entrambi aggravati e in concorso): Rachid Khadir, 27 anni (difeso di fiducia dall’avvocato Enrico Fontana di Modena), Ilias Amoundi, 20 anni (avvocato difensore d’ufficio Gisella Mesoraca), Abdellatif El Moussabiq, 21 anni, Nader Mosbah, 18enne, Oussama Khadir (avvocato di fiducia Edoardo Salsi di Modena), 21 anni, Ahmed Rochaid, 18enne, e Osama Amoundi, 18enne, tutti residenti nella zona ceramiche. Al solo 27enne Khadir, noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi turbolenti, viene contestata anche la recidiva specifica infraquinquennale.

Il 27 novembre 2022, ha spiegato la moglie, aveva accompagnato il marito che di solito andava da solo a fare da taxi alla figlia e alle amiche; la donna però era rimasta in macchina, mentre il padre, in attesa che la ragazza uscisse dalla discoteca, era sceso. Nel frattempo tre giovani del gruppo si sono presentati all’ingresso, ma i buttafuori hanno negato loro l’entrata. Il motivo lo ha spiegato uno dei due addetti, sentito come testimone dell’accusa: «Li conoscevamo, davano sempre problemi, soprattutto Rachid: quando c’era lui sparivano collanine, orologi e portafogli». La reazione del trio respinto non si è fatta attendere: prima hanno aggredito a calci e pugni i due buttafuori, poi hanno scaraventato contro di loro le transenne, danneggiando a calci le due porte di ingresso in vetro antisfondamento, una vetrata, una parete in cartongesso e un’altra uscita di sicurezza laterale, su via Garibaldi. Il padre, che ha assistito alla rissa e agli atti vandalici, li ha rimproverati e ha iniziato a filmare con il cellulare. Uno di loro se n’è accorto e a quel punto tutto il gruppo ha raggiunto il 57enne, lo ha accerchiato, gli ha strappato di mano il telefonino e, con un colpo alla gamba, lo ha fatto cadere a terra, per poi infierire con calci e pugni.

Da notare che il padre non si è costituito parte civile, così come i due buttafuori, mentre l’allora titolare del locale figura come parte offesa. «Non ho sporto denuncia perché penso che non ne valga la pena – ha dichiarato l’addetto alla vigilanza – anche se per i calci che ho preso allo stomaco non sono riuscito a mangiare per dieci giorni». Assenti gli imputati, tutti liberi. © RIPRODUZIONE RISERVATA