Uccisa dall’ex fidanzato: 30 anni dopo il femminicidio di Jessica Filianti diventa un libro e un film
Reggio Emilia: lo ha scritto la giornalista Isabella Trovato. «Mamma Giuliana mi ha dato il suo diario: è stato come se lei me lo consegnasse»
Scandiano Il dramma di Jessica Filianti diventerà anche un film. L’annuncio è stato dato a 30 anni esatti dal femminicidio ancora profondamente impresso nella mente dei reggiani, al culmine della presentazione del libro “Dopo la tua morte”, edito da Tecnograf, scritto dalla giornalista e regista Isabella Trovato. L’evento, ricco di emozione, si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri ed è stato intitolato: “Jessica Filianti: trent’anni di memoria, trent’anni di impegno contro il Femminicidio. Una voce che non si spegne”.
L’incontro
L’incontro, organizzato dal Rotary Reggio Emilia Terra di Matilde insieme alla famiglia di Jessica, si è svolto a Bosco di Scandiano, da Li&Pra Showroom & Academy di via Prandi ed è stato condotto da Cinzia Rubertelli. All’evento si sono susseguiti i profondi interventi dell’autrice Isabella Trovato, della mamma di Jessica, Giuliana Reggio, e del fratello Fabiano Filianti, intervallati dagli interventi musicali di Alessandro Perazzelli al violino e Chiara Scannapieco all’arpa, del Conservatorio Peri-Merulo, che hanno eseguito brani di Morricone e Piovani. Una parte del ricavato dalla vendita del libro è devoluta al Giardino di San Giuseppe odv, che si occupa di accoglienza di mamme e bambini a Salvarano di Quattro Castella.
L’autrice
«Sono una figlia, ho conosciuto Giuliana 17 anni fa. Gli stessi anni che aveva Jessica quando è stata uccisa – ricorda Isabella Trovato –. Io ero con mia madre a un evento pubblico in cui Giuliana doveva parlare della violenza sulle donne. Io ero con mia mamma, Giuliana non aveva sua figlia. Da quella immagine ho percepito tutto il vuoto che mi ha spinta a chiedermi quante possibilità di amore siano state tolte a Jessica». Più avanti nella presentazione l’autrice rivelerà la domanda che l’ha guidata nella stesura del libro: «Come fa una mamma a vivere con quel peso nel cuore e ad andare avanti? Una volta Giuliana mi diede un plico con tante cose di Jessica. Quel plico, un giorno, mi è capitato davanti. E ho capito che dovevo raccontare Jessica. Tra le foto e i suoi ricordi, ho avuto accesso a un diario personale che mi ha permesso di entrare nell’intimità di questa ragazza. Ed è stato come se lei me lo consegnasse».
Il progetto
Il libro è divenuto un concentrato d’amore che circonda Giuliana e la sua famiglia. E al volume seguirà “un film”, come annunciato da Isabella. «Con Isabella è nato questo rapporto di amicizia molto forte, mi ha colpito molto lo sguardo di sua mamma: è stata lei a dire a Isabella: “Perché non scrivi questo libro per Jessica?”». Fabiano Filianti aggiunge che «il libro deve rappresentare qualcosa per tutti quanti, per fare capire cosa significa togliere qualcuno all'amore della famiglia. Se togli la vita a una donna la togli a tutti quanti». All’evento sono intervenuti anche il fotografo Giuliano Ferrari, che ha donato le foto pubblicate nel libro, e Daniela Melioli che ha scritto la poesia “Jessica vivrà”. Oltre a tanti personaggi dello sport, in particolare di Reggiana e Valorugby.
Il femminicidio di Jessica
Sono trascorsi trent’anni dal femminicidio di Jessica Filianti, uccisa a 17 anni dall’ex fidanzato. Delitto che viene considerato come il primo, tragico episodio di femminicidio a Reggio Emilia. Era il 14 marzo del 1996 quando a Jessica vennero inferte 43 coltellate. Da allora, la mamma di Jessica, Giuliana, è diventata una testimone infaticabile della battaglia contro la violenza sulle donne, sempre in prima fila nelle fiaccolate e nelle iniziative di educazione. «In questi trent’anni, purtroppo, ho dovuto separare il cuore dalla mente. Sono trent’anni di dolore dentro. Trent’anni in cui sono andata avanti anche per mio figlio e per chi mi vuole bene», ha dichiarato Giuliana Reggio alla Gazzetta. «Fuori mi vedete forte, in realtà il dolore che ho dentro è ancora intenso e lacerante come il primo giorno. Mi dicono che ho saputo trasformare questo sentimento in un messaggio per gli altri. È quello che cerco di fare e darò una mano anche con il libro, perché parte del ricavato sarà destinato a uno scopo nobile. Ora abbiamo la legge sul femminicidio, che adesso si chiama così: quando morì Jessica i titoli parlavano di omicidio. Oggi c’è anche il “Codice rosso”. Purtroppo, però, dalla morte di Jessica, considerato il primo caso a Reggio e in Emilia Romagna, si è verificata un’escalation di femminicidi», aggiunge Giuliana Reggio.