Entra in ospedale e spruzza spray al peperoncino contro un paziente: soccorsi anche tre infermieri e due oss
Reggio Emilia: è successo domenica, la vittima raggiunta mentre era fuori dal reparto. Il direttore generale dell’Ausl Davide Fornaciari: «Da tempo impegnati in politiche attive per prevenire e contrastare questi fenomeni»
Reggio Emilia Spruzza spray al peperoncino contro un paziente di origini egiziane, ricoverato in Medicina 1, che in quel momento si trovava fuori dal reparto, in orario visita. E’ successo domenica sera all’ospedale Santa Maria Nuova. Il personale è accorso alle grida e alcuni parenti presenti hanno inalato la sostanza. Tre infermieri e due oss sono stati portati in reparto per valutazione clinica, ma non hanno riportato danni gravi. Il paziente è stato soccorso presso il reparto, la sua situazione ora risulta stabile. Consultato, il centro antiveleni ha rilevato che lo spray è risultato essere non del tipo super tossico. L’aggressore è stato portato via dalla polizia. I sanitari hanno consigliato ai parenti che, se si fossero presentati sintomi o malessere a seguito dell’inalazione, sarebbe stato opportuno rivolgersi al Pronto Soccorso per una valutazione delle condizioni.
Le reazioni
E’ quello è successo domenica all’ospedale Santa Maria Nuova. «Esprimiamo profondo rammarico per quanto accaduto e la solidarietà dell’azienda a infermieri e OSS coinvolti – afferma il direttore generale dell’Ausl Davide Fornaciari – Da tempo l’Azienda è impegnata in politiche attive per prevenire e contrastare questi fenomeni, impegno che riconfermiamo e che è in campo tutti i giorni, quotidianamente. Ringraziamo le forze dell’ordine per la prontezza con la quale sono intervenuti».
Per contrastare il fenomeno della violenza Ausl Ircss ha messo in campo diversi strumenti, a partire dal Piano di Prevenzione della violenza ai danni degli operatori sanitari - prosegue Cinzia Gentile, Direttore Sanitario - Esso permette di: conoscere e monitorare la situazione del fenomeno violenza a danno dei lavoratori in azienda; promuovere una politica di contrasto verso atti di violenza, fisica e/o verbale, all'interno delle strutture dell'Azienda USL; implementare misure che consentano la riduzione delle condizioni di rischio (individuali, ambientali, organizzative); segnalare i fatti di reato all’Autorità Giudiziaria competente per territorio, considerata la procedibilità d’ufficio di quei reati».
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