Ricoverato dopo l’incidente, si sveglia in terapia intensiva e minaccia il personale sanitario
Denunciato un 22enne di Casalgrande: aveva detto di aver armi in casa, scatta la perquisizione, ma i carabinieri trovato “solo” un chilo di hascisc
Casalgrande Era ricoverato in terapia intensiva dopo un grave incidente stradale, ma dal letto dell’ospedale ha minacciato i medici che lo avevano in cura dicendo loro di essere in possesso di armi a casa. Protagonista un 22enne di Casalgrande. I carabinieri, allertati dall'ospedale, hanno perquisito la sua abitazione: non hanno trovato armi, ma oltre un chilo di hascisc che il giovane occultava nel garage. Per questi motivi, con l’accusa di detenzioni ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti i carabinieri della stazione di Casalgrande hanno denunciato il giovane. Oltre alla droga i militari hanno trovato 1.300 euro in contanti, tutto sottoposto a sequestro in quanto ritenuto legato alla presunta attività di spaccio.
Tutto è successo all’ospedale modenese di Baggiovara dove il giovane è stato ricoverato dopo l’incidente. Al risveglio, in stato di forte agitazione, il paziente ha chiesto ai medici di poter telefonare al padre — con entrambe le braccia ingessate, il telefono gli è stato accostato all'orecchio dal personale sanitario. Durante la chiamata, captata dagli operatori presenti, l'uomo ha esortato ripetutamente il genitore a «sgomberare il garage», senza ulteriori specificazioni.
Al termine della telefonata, il paziente ha minacciato i sanitari, facendo riferimento anche al possesso di armi da fuoco a casa. Il personale medico, spaventato, ha immediatamente allertato la Questura di Modena, che ha trasmesso la segnalazione ai carabinieri della stazione di Casalgrande. I militari, con il supporto della Polizia Locale dell'Unione Tresinaro Secchia, ritenendo la detenzione di armi da parte del giovane hanno quindi dato corso a una perquisizione nell'abitazione del giovane. Non sono state trovate armi, ma nell'abitazione sono stati rinvenuti oltre 1,2 kg di hashish e 1.300 euro in contanti. Oltre alla denuncia di spaccio, il giovane dovrà rispondere anche del reato di manaccia a pubblico ufficiale in relazione alle minacce proferite al personale sanitario.
