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La tragedia

Muore dopo lo schianto. Il figlio: «Sembrava che l’avessero salvato»

Ambra Prati
Muore dopo lo schianto. Il figlio: «Sembrava che l’avessero salvato»

Bruno Bigliardi, 59enne di Cavriago, è morto sabato pomeriggio dopo che è uscito di strada con l’auto a Calerno: un malore all’origine dell’incidente

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Cavriago «Mio padre godeva di ottima salute. È stato un decesso improvviso e un brutto colpo per noi figli, che ci siamo precipitati sul luogo dell’incidente: dopo lo schianto il battito era altalenante, lo hanno rianimato e sedato, il personale dell’ambulanza ci ha detto che lo avevano stabilizzato. Sembrava che lo avessero salvato. Mai avremmo pensato che morisse». È il racconto di Mirco, il figlio di Bruno Bigliardi, 59 anni (ne avrebbe compiuto 60 il 28 aprile prossimo), che sabato, alle 12.15, alla guida della sua Fiat Multipla, sulla via Emilia a Calerno, all’improvviso ha sbandato e si è schiantato contro un albero vicino alla farmacia.

Una fuoriuscita di strada provocata con tutta probabilità da un malore, che non gli ha lasciato scampo: trasportato in elicottero all’ospedale Maggiore di Parma, è spirato poche ore dopo. «Era andato a fare la spesa all’Ecu di Calerno, stava tornando al momento della fuoriuscita di strada – prosegue il figlio –. Avevamo passato la mattinata a fare dei lavori in campagna: poi io e mio fratello siamo andati a comprare una cosa in un negozio, lui ha preso la macchina». C’è sconcerto a Cavriago, dove il 59enne ha sempre vissuto. Abitava in via Caneparini, laterale di via Basetta, nella prima periferia del paese, insieme alla moglie Rita De Vivo e ai due figli adulti Fabio e Mirco, di fianco a un anziano zio. Lascia anche i fratelli Gianni e Paolo. Una famiglia conosciuta e stimata, quella dei Bigliardi, così come quella della moglie, formata da sette sorelle molto legate. Bigliardi era in pensione da due anni, dopo aver lavorato per decenni alla Rimef srl di via della Costituzione, un’azienda del paese che si occupa di manutenzione ferroviaria mezzi d’opera. Da quanto si era ritirato si dedicava alle sue passioni: la pesca e la terra, con vigne e terreni vicino a casa dove passava la maggior parte del suo tempo. Aiutava anche gli agricoltori a tenere in ordine i fossi, i pozzi e il sistema irriguo dei campi. «Aveva una grande capacità manuale, unita all’intraprendenza: non stava mai fermo. Sapeva aggiustare di tutto: perciò molti cavriaghesi lo chiamavano nelle loro case per eseguire dei lavoretti di riparazione – dice un amico –. Per questo motivo, tutti lo conoscevano e lo salutavano». Il figlio descrive Bigliardi come «una persona semplice, allegra, disponibile». «Gli piaceva stare in compagnia – aggiunge l’amico – e la sua risata così particolare la sentivi a metri di distanza».  © RIPRODUZIONE RISERVATA