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L’area artigianale più grande della montagna reggiana è senza internet: «Siamo isolati dal mondo»

Adriano Arati
L’area artigianale più grande della montagna reggiana è senza internet: «Siamo isolati dal mondo»

Da dieci giorni un guasto alla rete fissa blocca le attività a Fora di Cavola. La rabbia di Fulvio Fioroni (Caseificio Cavola): «Nel 2026 è inaccettabile, lo sviluppo rischia di restare solo retorica»

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Toano «La più grande area artigianale della montagna senza internet». È amareggiato Fulvio Fioroni, presidente del Caseificio di Cavola 993 da cui dipende il primo impianto di lavorazione e stagionatura di Parmigiano Reggiano della montagna, uno stabilimento a Fora di Cavola con una capacità vicina alle 60mila forme. Da quasi dieci giorni è presente un problema alla connessione Internet della zona di Fora, uno dei principali siti lavorativi appenninici, che rende molto complessa ogni operazione.

Fora si trova sulla fondovalle Secchia, vicina a Gatta, al collegamento per Castelnovo e Villa Minozzo e, in direzione opposta, sulla strada che porta verso il comprensorio ceramico. Un luogo strategico dove non a caso si trova anche la più grande ceramica del distretto, la Panaria, e diverse altre realtà imprenditoriali. L’assenza di fornitura interne sulle linee fisse, in un punto in cui peraltro i telefoni cellulari hanno poca ricezione e non è possibile ovviare con schede mobili, è un problema quasi insormontabile, in una fase di avanzata digitalizzazione dei servizi e delle comunicazioni commerciali. «Non si tratta di un disagio marginale, ma di un blocco operativo che sta colpendo duramente aziende strategiche per il territorio, tra cui Ceramiche Panaria e Caseificio Cavola, realtà che ogni giorno creano lavoro, generano economia e tengono viva la montagna», attacca Fioroni. Inoltre, «ad oggi non esiste una data certa per il ripristino del servizio. Le risposte ricevute dagli operatori sono frammentarie, spesso contraddittorie e prive di qualsiasi assunzione di responsabilità».

Una situazione difficile da accettare, per Fioroni: «Da settimane assistiamo a dichiarazioni pubbliche di sindaci e assessori regionali che parlano di sviluppo della montagna, di sostegno alle imprese e di tutela dell’occupazione. Parole importanti, che però oggi appaiono completamente scollegate dalla realtà. Eppure da oltre una settimana, la principale area artigianale della montagna reggiana è totalmente priva di connessione Internet». Una risposta, prosegue, è necessaria e in tempi rapidi: «È inaccettabile che nel 2026, nell’era dell’intelligenza artificiale, un’area produttiva venga lasciata senza connessione internet per giorni, senza interventi rapidi e senza comunicazioni chiare. La verità è semplice: senza infrastrutture adeguate, parlare di sviluppo della montagna è pura retorica».

La prima urgenza è ovviamente ripristinare il servizio, ma non solo. «Chiediamo semplicemente fatti: il ripristino immediato del servizio, la definizione delle responsabilità chiare su quanto accaduto, investimenti concreti e strutturali per garantire continuità operativa. Perché senza condizioni minime per lavorare, non esiste né sviluppo né occupazione. E soprattutto, non esiste futuro per la montagna».