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Locali sfitti e strade deserte, ma sui social il centro storico è attivissimo

Alice Tintorri
Locali sfitti e strade deserte, ma sui social il centro storico è attivissimo

Reggio Emilia: commercianti-influencer, video virali e dissing. Ecco cosa sta succedendo

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Reggio Emilia Il centro storico di Reggio non è mai stato tanto attivo... sui social. Ebbene sì. In un periodo storico buio, sia a livello globale che a livello locale, i commercianti reggiani hanno scelto di ribellarsi ai locali sfitti, alle strade deserte, alle parole vuote a cui non seguono fatti. Lo hanno fatto a modo loro. Nelle vesti di influencer. Si sa, quello di internet è un mondo in cui vigono regole a sé stanti, una realtà parallela ad oggi molto più frequentata delle piazze e delle vie delle città. Un universo fatto di leoni da tastiera, di tuttologi e di vere e proprie guerre mediatiche, ma anche di alleanze, di collaborazioni e di proposte creative ed efficaci. Lo scenario reggiano online ne è una dimostrazione eccellente: tra video che superano le 300mila visualizzazioni, migliaia di commenti, faide e nuove amicizie, il centro storico della città si è sdoppiato, come in un romanzo distopico o in un film apocalittico. Una metà, quella che conosciamo tutti, sempre uguale a sé stessa; l’altra, virtuale, una sorta di Grande Fratello in cui tutto può succedere. Leader di questa nuova, attivissima, realtà reggiana è senza dubbio Matteo Voltolini, titolare del locale Encuentro di via San Martino, che a gennaio lancia un appello: «Salviamo Reggio Emilia». «I numeri parlano chiaro: circa un locale su quattro nel centro storico è vuoto, con oltre 400 locali sfitti. Quando una città smette di far vivere il centro, il centro muore» dice con piglio sicuro camminando accanto alle vetrine polverose delle vie principali di Reggio.

Un video che ha fatto il giro del web, raccogliendo numerosi consensi – così tanti consensi che una settimana fa dalla comunità online è stato eletto primo cittadino, in un ballottaggio con il vicesindaco Lanfranco De Franco. Quella di Voltolini, in effetti, suonava come una specie di promessa elettorale. Poco dopo il primo, fatidico video nasce un nuovo – l’ennesimo – comitato di commercianti: Viviamo Reggio Emilia. I social si riempiono delle loro voci. Non sono comparse, sono protagonisti della Reggio online: i titolari di Marfi Shop, L’Art de l’Argent, Bonioni Arte, dello Studio di via Giorgione, di Ciclone Hair Lab, Manga Loco, Gazzotti Sport, Equipe Ulisse, Barrio Bodega, Viller 2.0, Parafarmacia Ghiara e Anytime Fitness. Hanno età diverse e i loro negozi in comune hanno poco, fatta eccezione per la necessità di un centro storico più vivo, frequentato, attrattivo. Ma come trasformare la visibilità sui social in un cambiamento concreto? Nell’attesa fiduciosa di scoprire la risposta, i reggiani hanno preparato i pop-corn. Perché come spesso accade con l’arrivo della fama, degli ammiratori e dei likes, arrivano presto anche i detrattori. I giovani li chiamerebbero “dissing”.

La Treccani ci aiuta: termine tecnico preso in prestito dalla cultura hip-hop che sta a indicare una gara di insulti tra colleghi. E gli insulti sono fioccati, anche se nel limite della decenza. Protagonisti del primo titanico scontro sono stati il re del web, Matteo Voltolini e un altro esponente della Reggio online, Dorel di Bandito Burrito, pub in via Lombardia. La ragione dello scontro sembrerebbe essere la competizione tra commercianti-influencer: «Ancora messaggi alle spalle – scrive Voltolini mentre agita un palloncino giallo su cui ha incollato la faccia del rivale –. Le mie certezze non possono essere minate da chi si diverte a sbeffeggiarmi alle spalle». Nei commenti, sezione che tendenzialmente non mette in luce senso di civiltà e buona educazione, c’è chi, ovviamente, si unisce al coro degli insulti e ci va giù pesante. Ma anche chi grida al complotto: «Mi sembra solo pubblicità», «Tutto per visibilità». Le litigate virtuali non finiscono qui. Al centro della seconda disputa c’è sempre Voltolini che dopo aver distribuito cinquanta panini gratis davanti all’istituto D’Arzo di Montecchio, grazie a una collaborazione con Schoolcard, app che offre sconti a studenti e studentesse, è stato “attaccato” dai ragazzi di Ramos Piadineria: «Noi sono 5 o 6 anni che facciamo sconti agli studenti: non fare il furbo nella nostra zona». Tutto finisce con una risata. Ma anche con la speranza che la vivacità della Reggio virtuale possa contagiare, una volta per tutte, anche le strade e le piazze del cuore della città.  © RIPRODUZIONE RISERVATA