Carburanti, ancora prezzi su: perchè sta succedendo
Il Codacons sottolinea come la principale causa dei rincari sia la crescita continua dei costi alla base della filiera
Roma Non si arresta, in Italia, la corsa dei prezzi dei carburanti, con nuovi rialzi che interessano sia benzina sia gasolio e che rischiano di erodere rapidamente i benefici delle recenti misure fiscali. Secondo i dati regionali pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e rielaborati dalle associazioni dei consumatori, il gasolio ha raggiunto una media di 1,976 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,717 euro. Ancora più elevati i listini lungo la rete autostradale, dove il diesel supera i 2 euro arrivando a 2,045 euro al litro, mentre la verde sale a 1,781 euro.
A pesare, spiegano le associazioni, non è tanto la mancata applicazione del taglio delle accise, quanto piuttosto l’andamento dei prezzi industriali e le differenze territoriali. Il Codacons sottolinea come solo una minima parte degli impianti non abbia recepito lo sconto deciso dal governo, indicando invece come principale causa dei rincari la crescita continua dei costi alla base della filiera. Il risultato è che i benefici per i consumatori risultano inferiori alle attese. Rispetto ai livelli registrati prima del decreto governativo, il gasolio è diminuito di appena 12,7 centesimi al litro, a fronte di una riduzione delle accise superiore, mentre la benzina ha segnato un calo di circa 15 centesimi. Un divario che, secondo l’associazione, si traduce in un mancato risparmio per gli automobilisti, con effetti concreti soprattutto per chi utilizza il veicolo quotidianamente. «Rincari che non dipendono certo dalla mancata applicazione del taglio delle accise – evidenzia il Codacons – ma dalla crescita del prezzo industriale dei carburanti e dalle anomalie a livello regionale». Un fenomeno che rischia di vanificare in tempi brevi gli effetti della riduzione fiscale, destinata peraltro a durare solo poche settimane. Anche l’Unione nazionale consumatori segnala la fine della breve fase di discesa dei prezzi. «È finita la discesa dei prezzi dei carburanti», afferma il presidente Massimiliano Dona, sottolineando come il calo sia durato solo pochi giorni prima di lasciare spazio a un nuovo aumento generalizzato. «I prezzi sono tornati a salire ovunque», aggiunge, con la benzina in crescita su gran parte della rete e il gasolio in rialzo in tutte le regioni. Le differenze territoriali restano marcate. Per il diesel, i valori più elevati si registrano in Campania, Calabria e Molise, dove i prezzi si avvicinano sempre più alla soglia dei 2 euro al litro. Per la benzina, invece, è la Basilicata a segnare i livelli più alti. Uno scenario che conferma come il costo dei carburanti continui a rappresentare una variabile critica per famiglie e imprese, in un contesto già segnato da inflazione e rincari diffusi. La tendenza, se confermata nei prossimi giorni, rischia inoltre di azzerare completamente gli effetti del taglio temporaneo delle accise.l
