Borse di Gucci e Chanel contraffatte a Cavriago: assolto un 38enne, condannato il complice
L'indagine, nata come filone delle inchieste di Prato, si chiude con il verdetto del tribunale di Reggio Emilia. Tra i beni sequestrati nel laboratorio borse e accessori di lusso pronti per il mercato nero, oltre ai punzoni per marchiare pelle di alta gamma
Cavriago Erano accusati di detenzione per la vendita di prodotti industriali con marchi contraffatti e di ricettazione. Ieri, uno di loro è stato assolto e l’altro condannato a otto mesi. Il caso nasce nel 2019, in seguito a una perquisizione effettuata in un laboratorio di Cavriago, come appendice di indagini svolte a Prato in merito a beni contraffatti di grandi marche.
Le perquisizioni nei laboratori cinesi si erano estese a Reggio Emilia, poiché si riteneva che alcuni capi venissero realizzati proprio nella nostra provincia. Quando è scattato il blitz, i due imputati sono stati trovati nel laboratorio. Nessuno dei due risultava titolare, ma sono ugualmente finiti a processo e ieri è stata emessa la sentenza. I due imputati sono di origine cinese: si tratta di Lingwe Jiangl, 38 anni, e Marco Zhang, 26 anni, entrambi difesi di fiducia dall’avvocato Vito Alessandro Pellegrino. Durante il blitz sono stati ritrovati diversi prodotti di pelletteria di alto pregio e valore commerciale con marchio Gucci e Chanel.
In particolare, sono state ritrovate otto borse Celine, sette Givenchy, due Gucci, due Chanel e un paio di scarpe Chanel, oltre a una cintura Gucci. Questi beni sono stati ritrovati nell’abitazione di Cavriago, con annesso magazzino. Inoltre sono stati sequestrati anche otto sacchetti Chloè, dieci sacchetti Celine, un sacchetto Givenchy, tre cartellini Chloé, un punzone senza numero identificativo Furla, un punzone con numero identificativo Emporio Armani, oltre a un altro punzone con il numero identificativo di un altro marchio, Louis Vuitton Paris. Il pubblico ministero aveva chiesto al giudice un anno per entrambi gli imputati, mentre l’avvocato difensore Vito Alessandro Pellegrino aveva chiesto l’assoluzione e, in subordine, il minimo della pena. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
