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Il caso

Rubano 20 mila euro dal conto, dopo un sms inviato sul telefonino: ma gli imputati vengono assolti

Serena Arbizzi
Rubano 20 mila euro dal conto, dopo un sms inviato sul telefonino: ma gli imputati vengono assolti

Una finta centrale antifrode ha truffato un cittadino di Cadelbosco Sopra. I tre imputati, tre quarantenni originari di Napoli, sono stati assolti

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Cadelbosco Sopra Prima gli hanno mandato un messaggio con un link, poi è seguita la telefonata. Risultato: a colpi di bonifico gli hanno prosciugato il conto corrente per 20mila euro. Protagonista, suo malgrado, della vicenda è un cittadino residente a Cadelbosco Sopra che ha il conto corrente alle Poste del paese. Tre gli imputati finiti a processo, tutti quarantenni originari di Napoli. L’accusa a carico dei tre era di avere messo in piedi "artifici e raggiri" consistiti nel contattare il cittadino di Cadelbosco Sopra tramite un sms proveniente dal mittente Posteinfo, al quale era collegato un link. Cliccando su quel link, il cittadino era stato rinviato a un sito web apparentemente riconducibile a Poste Italiane.

Successivamente l’uomo era stato contattato telefonicamente da un sedicente “operatore antifrode”, che aveva indotto in errore il cittadino. Quest’ultimo, infatti, aveva fornito i dati della propria carta Postepay e il numero di conto corrente intestato a sé stesso, nella convinzione di proteggere i propri risparmi. Chi aveva truffato il cittadino, infatti, si era procurato un “ingiusto profitto” di 24.600 euro. Tramite le credenziali, quindi, erano stati effettuati più bonifici, prelevando i soldi dal conto corrente del malcapitato. I fatti si riferiscono a un periodo ristretto, compreso tra il 13 e il 16 ottobre 2023. L’episodio era stato denunciato ai carabinieri ed era sfociato, come detto, in un processo di primo grado a carico dei tre.

La vittima, tramite l’avvocato Federico Mosti, si è costituita parte civile. Buona parte della somma che le era stata rubata dal conto corrente è tornata in suo possesso. La parte civile ha chiesto un risarcimento dei danni patrimoniali di 20mila euro, pari all’ammontare dei quattro bonifici andati a buon fine, più la provvisionale. Per uno degli imputati la Procura aveva chiesto 18 mesi e 350 euro di multa, per un secondo un anno e nove mesi e 500 euro di multa, per il terzo due anni e 500 euro di multa. Le difese avevano chiesto l’assoluzione e, in subordine, il minimo della pena. I tre sono stati assolti dalla giudice Sarah Iusto, evidentemente gli indizi a loro carico non sono stati considerati sufficienti. l© RIPRODUZIONE RISERVATA