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Giovane nudo in circonvallazione, scoppia il caso politico dopo i post di Reggio Civica contro l'assessora Mahmoud

Alice Benatti
Giovane nudo in circonvallazione, scoppia il caso politico dopo i post di Reggio Civica contro l'assessora Mahmoud

L’associazione che fa capo all’ex candidato sindaco Giovanni Tarquini ha scritto commenti sui social attaccando l’assessora alle Politiche educative. Sdegno del Pd e della Cgil

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Reggio Emilia Il caso del giovane nudo, mercoledì (25 marzo), in circonvallazione è diventato rapidamente un caso politico, dopo che Reggio Civica lo ha trasformato in un attacco all’assessora alle Politiche educative, Marwa Mahmoud. Tutto è cominciato da un episodio che ha fatto il giro del web e delle chat reggiane, destando preoccupazione, paura e allarme, dal momento che decine di persone hanno visto con i propri occhi quel ragazzo nudo e quelle scene per strada: si aggirava senza vestiti, salendo sui cofani delle auto e, in alcuni casi, sdraiandocisi sopra.

Non si è trattato di una bravata: il giovane era in condizioni di fragilità tali da rendere necessario – come è emerso all’indomani – un Trattamento Sanitario Obbligatorio, la misura medico-sanitaria coercitiva più severa prevista per un cittadino. Come era prevedibile, sui social molti utenti si sono scatenati con i commenti – solo sotto il nostro post su Facebook se ne contano oltre 500 –, molti dei quali offensivi e di critica all’amministrazione comunale. Quello che non lo era (prevedibile) è che fra questi ci fossero anche quelli lasciati dalla pagina di Reggio Civica, l’associazione che fa capo al consigliere comunale ed ex candidato sindaco della coalizione di centrodestra Giovanni Tarquini e al collega avvocato Carmine Migale. «Portatelo in ufficio dalla Marwa che lo accarezza e lo coccola», uno. «Dobbiamo ancora imparare molto dalle loro culture. Cit. Marwa», un altro. Commenti dello stesso tenore di quelli scritti da molti altri utenti, che non spiccano per originalità e che si confonderebbero facilmente nella massa, se non fosse per la loro provenienza: la pagina Reggio Civica, appunto, che in questo caso ha mostrato un lato discutibile del civismo richiamato nel nome.

Sulle pagine social dell’associazione sono anche stati pubblicati alcuni video nei quali, sopra le immagini del ragazzo che crea scompiglio in circonvallazione, si leggevano a caratteri cubitali scritte come “La Reggio Emilia di Marco (Massari, ndr) e Marwa”. Contenuti poi rimossi – ma giustificati ieri mattina con un post sulla pagina in cui si spiega che erano «satira politica» – sufficienti a generare lo sdegno della segreteria provinciale Pd, della giunta, dell’ex primo cittadino Luca Vecchi e della Cgil. Oltre che della diretta interessata, l’assessora Mahmoud, che non si capisce perché nella mente di qualcuno dovrebbe accarezzare e coccolare quel ragazzo.

La segreteria reggiana Pd parla di «una pesante e immotivata offesa che dimostra un’incapacità strutturale di comprendere il reale» e «di un’azione discriminatoria, che alimenta odio e che ha uno sfondo razzista e sessista. Chiunque abbia scritto quel post dall’account ufficiale deve oggi metterci la faccia e assumersi le proprie responsabilità». Per Vecchi, «l’insulto in quel modo è un istigazione all’odio, è puro razzismo. Credo che dobbiate prendervi le vostre responsabilità. Fare un passo indietro e chiedere scusa». Il segretario Cgil Cristian Sesena ricorda che «il disagio psichico è uno degli effetti più drammatici e sottovalutati di questi anni feroci», augurando «agli esponenti della destra nostrana» e «a tutti i commentatori disumani» di «non avere mai problemi di questa natura nelle loro rispettive cerchie famigliari e amicali».

Accuse, quelle di razzismo e di discriminazione, rigettate da Reggio Civica: «Usare queste parole a sproposito, per colpire un avversario politico su un commento ad un post dal tono satirico, è un atto grave: svilisce il significato di termini che descrivono fenomeni reali e drammatici, e offende chi il razzismo e il sessismo li subisce davvero. Il Pd reggiano dovrebbe riflettere sull’uso strumentale che fa di queste categorie».