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È morto a 81 anni Giorgio Rossi colonna delle festa Pd di Villalunga

Adriano Arati
È morto a 81 anni Giorgio Rossi colonna delle festa Pd di Villalunga

Era il papà del deputato ed ex sindaco Rossi

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Casalgrande Una vita spesa per gli altri, sino all’ultimo. Sono giorni di lutto collettivo a Casalgrande e Scandiano per la morte dell’81enne Giorgio Rossi, conosciutissimo militante politico, volontario e meccanico, padre del deputato Pd casalgrandese Andrea Rossi.

Per tanti decenni Rossi è stato una colonna della sinistra locale, dai tempi del Partito Comunista sino al Pd attuale, per 35 anni presidente del circolo dei Colli a San Ruffino di Scandiano, suo paese natale, figura di riferimento per la Fondazione Berlinguer, per il circolo Pd e soprattutto per la grande festa di Villalunga, uno dei principali eventi politici estivi emiliano-romagnoli.

Altrettanto apprezzate erano le competenze professionali come meccanico, per tanto tempo socio della principale officina meccanica per camion e mezzi da lavoro, oltre che per auto, del comprensorio ceramico.

Lascia la moglie Lina, il figlio Andrea, la nuora Ilaria e le nipotine. La camera ardente è stata allestita all’ospedale Magati, dove sono aperte le visite oggi, domenica 29 marzo, e domani, lunedì 30 marzo. Il funerale in forma civile si terrà domani, lunedì 30 marzo, alle 14. Il corteo funebre partirà a quell’ora per il Circolo dei Colli a San Ruffino, la sua seconda casa in pratica, per un momento di ricordo con diversi interventi. Al termine, la salma verrà portata all’ara crematoria.

«Spero che i miei figli possano essere orgogliosi di me, un giorno, quanto io lo sono stato di lui», lo ricorda commosso il figlio Andrea. «Ha sempre pensato agli altri, solo agli altri, all’impegno politico, alla famiglia, al suo lavoro. Quando ero bambino, in estate andavamo a lavorare a sette feste dell’Unità, a Scandiano, e alla festa di Villalunga non c’era una stufa di cui non conoscesse i dettagli – continua –. Anche quando aveva già problemi di salute seri, ha continuato a lavorare a 40 gradi all’ombra per la festa. Si era costruito da solo, lavorando come meccanico, in una famiglia numerosa e povera come tante del dopoguerra, e ha lasciato tanto a tutti noi».

Altrettanto toccante il pensiero dei volontari di Villalunga e del circolo Pd: «Ha costruito la nostra Festa conoscendo ogni centimetro di essa, le ha voluto bene come voleva bene a ogni volontario. Giorgio era la forza, Giorgio era la spalla nei momenti di difficoltà. Giorgio era il compagno con cui condividere la visione di idee, Giorgio era la nostra guida. La sua passione per il pesce, la scelta della materia prima, la perfezione nella frittura erano per lui un motivo di orgoglio e per noi un momento di esempio – scrivono –. Non sappiamo se saremo forti come tu hai sempre saputo essere, Giorgio, e non sappiamo se riusciremo a renderti onore, ma siamo sicuri che continueremo a sentire la tua voce che ci incita a continuare a crederci: “Dai Nano che ag la fom”, ancora una volta». l