Pizza, la proposta di Gino Sorbillo: «Va creata una “patente”»
Il patron della pizza che si può assaggiare a Napoli: «Sì a un insieme di regole affinché chi la vuole realizzare lo possa fare sapendo che deve rispettare quei parametri»
Manduria Una sorta di “patente” per la pizza italiana. La propone Gino Sorbillo, patron dell’omonima pizza che si può assaggiare nel cuore di Napoli, nel corso di un dialogo con Bruno Vespa, al Forum della cucina italiana.
«Serve un riconoscimento per la pizza italiana - chiosa Sorbillo -. Un insieme di regole affinché chi la vuole realizzare lo possa fare sapendo che deve rispettare quei parametri. Sarebbe un metodo sia per tutelare chi fa la pizza, sia per i consumatori». Sorbillo è stato protagonista anche di uno stand nella parte esterna della masseria con la realizzazione in diretta della pizza. C’è stato spazio anche per il mondo del vino al Forum. L’appuntamento one to one che ha visto in dialogo Vespa e Sorbillo ha preceduto il panel dal titolo: “Oltre i confini del vino. Strategie per la diffusione del Made in Italy enogastronomico”, a cura di Ice, che ha visto protagonisti: Matteo Zoppas, presidente Ice, Albiera Antinori, presidente del Gruppo Vini di Federvini, Federico Bricolo, presidente Veronafiere, Andrea Cipolloni, amministratore delegato di Eataly, Lamberto Frescobaldi, Presidente Unione Italiana Vini, Luciano Pignataro, critico enogastronomico e Raffaele Alajmo, ceo Gruppo Alajmo.
