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Commerciante aggredita con un cacciavite: «Viviamo nell’ansia che torni»

Miriam Figliuolo
Commerciante aggredita con un cacciavite: «Viviamo nell’ansia che torni»

Il 38enne denunciato dopo avere trafitto la titolare di un minimarket con un cacciavite è libero. Il sindaco: «Le leggi vanno cambiate»

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Rubiera Si è rifiutata di regalare una seconda birra a un uomo che era entrato nel negozio dicendo di non potere pagare. Per questo, qualche ora dopo, la commerciante è stata aggredita dallo stesso personaggio che l’ha colpita con un cacciavite all’inguine.

L’uomo, un 38enne straniero, è stato denunciato a piede libero dai carabinieri della stazione locale. Deve rispondere del reato di lesioni personali aggravate. La donna, Sukhdeep Kaur di 31 anni, è stata medicata al pronto soccorso e ieri, per fortuna, era già a casa. È la titolare del minimarket accanto al Dreamland Restaurant, in via Matteotti, gestito dal marito Sukhwinder Singh. Per la coppia sono stati momenti di grande paura.

L’aggressione è andata in scena sabato sera, 28 marzo, poco prima delle 22.30. «Ero in cucina perché c’erano clienti – racconta Singh – quando da fuori il ristorante mia moglie mi ha chiamato dicendomi che quell’uomo era dietro di lei e la stava aggredendo. Sono subito uscito con un cliente e lo abbiamo trovato con il cacciavite ancora in mano. Non lo ha mai lasciato, se non all’arrivo dei carabinieri. Ha minacciato anche me dicendo che quando mi rivede mi uccide».

La moglie aveva avuto una lite con il 38enne, qualche ora prima, racconta il marito a causa del rifiuto della donna di dargli ancora da bere: «Mia moglie lo ha visto già ubriaco e si è rifiutata». Di qui la prima lite, che però è sembrata risolversi. L’uomo, infatti, si è allontanato. Ma poi è tornato.

«Deve avere aspettato mia moglie fuori – racconta ancora il ristoratore –. Lei ha chiuso il minimarket poi è venuta al ristorante. Tornata fuori però è stata aggredita».

Una versione in buona parte confermata dalla ricostruzione dei carabinieri, secondo la quale la vicenda avrebbe avuto inizio quando il 38enne nel tardo pomeriggio si è presentato presso l’attività commerciale della donna per chiedere da bere.

La situazione è poi precipitata dopo la chiusura del negozio. L’aggressione, racconta Singh, è avvenuta all’esterno del ristorante. L’uomo ha colpito la donna all’inguine sinistro con il cacciavite.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Rubiera. L’aggressore, che non è fuggito, è stato identificato e poi denunciato. Ma è libero. «Noi continuiamo a lavorare, ma viviamo nell’ansia che quell’uomo torni e che sia fuori di sé. È sempre qui intorno. Ha rubato delle bici e crea disturbo – racconta Singh –. A volte, forse quando fa uso di droga, diventa aggressivo».

Saputo dell’aggressione è intervenuto il sindaco Emanuele Cavallaro.

«Desidero esprimere la mia solidarietà alla famiglia Sukhwinder – ha scritto – per l’aggressione ricevuta dalla signora da parte di un soggetto armato di cacciavite che voleva una birra gratis. Le auguro una pronta guarigione. Credo che il fatto che chi compie un atto del genere, caratterizzato da palese futilità, e viene fermato dai carabinieri tempestivamente accorsi, non possa essere semplicemente “denunciato a piede libero”. Qui le leggi vanno cambiate: non è un problema “dei giudici”. Ci si occupa tanto di altre cose, dai rave alle manifestazioni, ma chi ferisce un altra persona, con un coltello o un cacciavite non può fare differenza, non può tornare a casa in attesa di giudizio, se c’è prova che è stato lui e che rappresenta un pericolo. I giudici applicano la legge, non la scrivono».  l