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Il caso

Colpì la commerciante che non voleva dargli la birra col cacciavite: espulso

Mattia Amaduzzi
Colpì la commerciante che non voleva dargli la birra col cacciavite: espulso

Rubiera: il 38ennne è stato portato in un Centro per il rimpatrio

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Rubiera Il cittadino indiano di 38 anni che ha ferito con un cacciavite una commerciante dopo il rifiuto di offrirgli un’altra birra è stato condotto in questura, dove nei suoi confronti è stato emesso un decreto di espulsione. Subito dopo, l’uomo è stato trasferito in un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr), in attesa di essere allontanato definitivamente dal territorio nazionale. A darne notizia è il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, che ha seguito la vicenda ora dopo ora. «Credo sia opportuno informare che si è fatto tutto quello che si poteva fare nel modo più tempestivo possibile», ha dichiarato il primo cittadino, esprimendo un ringraziamento ai carabinieri, alla polizia di Stato e ai competenti uffici della questura. «Sappiamo bene che questo non significa, automaticamente, che l’espulsione vada effettivamente in porto, viste le variabili che spesso accompagnano questi procedimenti, ma è una buona dimostrazione di come il principio della tutela della sicurezza pubblica debba venire prima di altro», prosegue il sindaco.

Cavallaro ha voluto ribadire il proprio apprezzamento al questore di Reggio Emilia, Carmine Soriente: «Mi hanno risposto che è ordinaria amministrazione, ma per una realtà come la nostra si tratta di qualcosa di fondamentale. Penso alla famiglia colpita, che ora merita un po’ di tranquillità dopo il forte choc». L’episodio che ha portato al provvedimento risale alla serata di sabato scorso, poco prima delle 22.30. La vittima, la 31enne Sukhdeep Kaur, titolare di un minimarket in via Matteotti, nel tardo pomeriggio aveva regalato una birra al 38enne, che sosteneva di non avere denaro. L’uomo, però, si è ripresentato circa due ore dopo pretendendo un secondo omaggio. Al rifiuto della donna, la situazione è precipitata. L’uomo ha atteso che la commerciante chiudesse il negozio per raggiungerla nel vicino “Dreamland Restaurant”, gestito dal marito Sukhwinder Singh. Lì è avvenuta l’aggressione.

«Ero in cucina – racconta il marito – quando mia moglie mi ha chiamato dicendo che quell’uomo la stava aggredendo. Siamo usciti e lo abbiamo trovato con il cacciavite ancora in mano. Ha minacciato di uccidermi». L’uomo ha colpito la donna all’inguine prima di essere bloccato dai carabinieri di Rubiera. In un primo momento, l’aggressore era stato denunciato a piede libero per lesioni personali aggravate, una circostanza che aveva sollevato la dura reazione del sindaco: «Chi ferisce un’altra persona con un cacciavite non può tornare a casa in attesa di giudizio. I giudici applicano leggi che vanno cambiate». La successiva accelerazione per l’espulsione amministrativa ha però risposto alla necessità di allontanare un soggetto ritenuto pericoloso. «Spero che il problema venga risolto in modo definitivo, così come lo spirito delle norme prevede», ha concluso Cavallaro. La vittima, medicata al pronto soccorso di Reggio Emilia, fortunatamente non è in pericolo di vita ed è già tornata a casa, pur con le conseguenze psicologiche di una serata di violenza.  © RIPRODUZIONE RISERVATA