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La decisione

Il Comitato IV Novembre getta la spugna: «In zona stazione la situazione è peggiorata rispetto a quando abbiamo iniziato»

Serena Arbizzi
Il Comitato IV Novembre getta la spugna: «In zona stazione la situazione è peggiorata rispetto a quando abbiamo iniziato»

Reggio Emilia, i cittadini hanno deciso di cessare ogni attività dopo anni d’impegno per tentare di combattere il degrado della zona

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Reggio Emilia «Nella zona a ridosso della stazione la situazione è peggiorata. Il Comitato ha deciso di cessare ogni attività». Arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia che i cittadini riuniti nel Comitato di viale IV Novembre abbiano deciso di gettare la spugna, dopo anni d’impegno per tentare di migliorare la grave situazione di degrado diffuso cui da tempo è soggetta la zona della stazione. «Con la presente si comunica che il Comitato IV Novembre ha deciso di cessare ogni attività - inizia così la comunicazione -. La decisione è maturata a seguito di oltre tredici anni di impegno, sensibilizzazione e denuncia dei problemi che interessano la nostra zona, durante i quali abbiamo constatato come le nostre istanze nei confronti delle istituzioni locali siano rimaste inascoltate. Oggi la situazione risulta persino peggiorata rispetto a quando abbiamo iniziato; pertanto, riteniamo opportuno concludere il nostro operato, lasciando ad altri eventuali volenterosi l’onere di proseguire questo difficile percorso. Teniamo a dire un’ultima cosa: desideriamo ringraziare tutte le forze dell’ordine per l’impegno e l’abnegazione con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro».

I cittadini del quartiere della stazione rivolgono, inoltre, un appello al sindaco Marco Massari e alla giunta, invitandoli «ad avere una visione più ampia e lungimirante nella ricerca di soluzioni ai problemi che i cittadini affrontano ogni giorno, evitando di rimanere ancorati a ideologie e schemi del passato. Sarebbe auspicabile da parte loro, invece, una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità istituzionale. Non devono fare della propaganda che non risolve niente o peggio fa solo più danni (vedi il caso di Paradise Street). Inoltre, devono farsi promotori di vera integrazione sociale invece che (come si azzarda ad affermare qualcuno) a far dimenticare le radici sociali e culturali della nostra città. Sindaco e giunta non si rendono conto, quindi, della responsabilità che hanno nel governo della città che è sempre più allo sbando, ostaggio di disperati e di tossici. Il Comitato aveva previsto che il degrado proveniente dalle ex Reggiane e dalla zona di via Turri sarebbe arrivato in zona stazione storica e poi si sarebbe esteso dalla stazione al centro e ai quartieri circostanti. Siate coraggiosi e orientate le vostre scelte al futuro dei nostri e vostri figli».

Il Comitato, inoltre, invita «la magistratura reggiana a mantenere alta l’attenzione sulla zona della stazione storica di Reggio, alla luce della rilevante quantità di sostanze stupefacenti che circola ogni giorno nell’area. Come abbiamo ripetuto più volte nei nostri interventi, noi siamo convinti che la causa profonda del degrado della stazione sia la mafia e che vadano svolte indagini in quella direzione, nei contatti e negli agganci che la mafia può avere in città e, specificatamente, nella gestione del malaffare che a volte incontra la gente abbandonata sulla strada». Si conclude, quindi, dopo tredici anni una lunga stagione di battaglie nel quartiere più "caldo" della città. l