Addio a Vasco Zanichelli storico meccanico di biciclette
Sant’Ilario d’Enza: aveva 95 anni. Il sindaco Moretti: «La sua officina un punto di riferimento»
Sant’Ilario È morto all’età di 95 anni Vasco Zanichelli, storico meccanico di biciclette che con la sua officina, poi passata al figlio Paolo quando era ancora molto giovane, era diventato un punto di riferimento per tanti, non solo per chi utilizzava le due ruote. Come ha ricordato anche il sindaco Marcello Moretti, per tanti santilariesi passare da Zanichelli voleva e vuole ancora dire anche solo trascorrere un po’ di tempo facendo due chiacchiere con un amico. La prima bottega Zanichelli la aprì negli anni ’60 in via Val d’Enza, dopo anni da garzone nell’officina Fratelli Spaggiari di Taneto di Gattatico. Nel 1973, poi, il trasferimento a poca distanza, con la costruzione dell’abitazione con l’officina al piano terra, sempre in via Val d’Enza, al civico 35. Nel 1986 arrivò il grande dolore per la perdita della moglie Anna Mori, morta a soli 51 anni per una malattia, lasciandolo solo con i figli Paolo, allora appena quindicenne, e Catia. Zanichelli, nonostante l’età, era ancora in buona forma fisica. Fino a un paio di anni fa la sua presenza nell’officina, che aveva lasciato al figlio ormai 37 anni fa, era quotidiana. Poi gli acciacchi dovuti all’età hanno cominciato a farsi sentire. «Ma era in forma. Il vero tracollo c’è stato 25 giorni fa, purtroppo – racconta il figlio Paolo –. Papà era un supervisore bonario e, penso, orgoglioso di me e soprattutto di tutto quanto negli anni, prima da solo e poi insieme, avevamo costruito. Era conosciuto per la sua gentilezza, la capacità di stare con le persone, oltre che per la professionalità».
«Conoscevo Vasco, conosco suo figlio Paolo e i nipoti Alex e Sara, che proprio oggi è tornata da Torino, dove studia, per poter salutare un’ultima volta il nonno – lo ricorda il sindaco Marcello Moretti –. Vasco, come Paolo, era una persona dedita al lavoro, con una presenza che andava al di là della mera prestazione professionale. La bici era uno strumento essenziale per lavorare e studiare, oltre che per il gioco, e dedicarsi a questo mezzo di locomozione, oltre che a quelli a motore che progressivamente hanno arricchito l’offerta dell’officina, aveva una valenza sociale. Una valenza condivisa con tanti artigiani e negozianti locali e che contribuiva a costruire quel senso di comunità fondato sul rispetto della persona. L’officina Zanichelli era, e per certi versi è ancora, un riferimento per tanti che sanno di avere a che fare, oltre che con bravi professionisti, con una famiglia che vive il paese con pienezza e che si sforza di acquisire sulle cose elementi di valutazione scevri da filtri ideologici. Ci ha dato una prova di saggezza e di sensibilità comunitaria da custodire con affetto». «Che fortuna averlo avuto tra le persone che hanno fatto il nostro paese», dice di lui Massimo Bellei, assessore allo Sport, stringendosi al figlio Paolo e alla famiglia. Anche l’assessore Fabrizio Ferri si unisce al cordoglio: «A 95 anni se n’è andato un’icona per gli amanti di motocicli e cicli, che per decenni ha riparato e venduto al Bettolino». Il funerale è stato celebrato sabato. © RIPRODUZIONE RISERVATA
