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Il caso

Condannato all’ergastolo per l’omicidio, ora il padre di Saman è a processo per il tentato matrimonio forzato

Jacopo Della Porta
Condannato all’ergastolo per l’omicidio, ora il padre di Saman è a processo per il tentato matrimonio forzato

Novellara: il giudice ha disposto il giudizio immediato per il genitore

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Novellara Il padre di Saman Abbas sarà processato anche per aver tentato di obbligare la figlia a sposare un cugino contro la sua volontà. Il giudice Luca Ramponi ha disposto il giudizio immediato per il genitore, che deve rispondere di tentata induzione al matrimonio, reato introdotto nel codice penale nel 2019.

Le indagini
Le indagini erano partite nel novembre 2020, quando Saman si confidò con gli assistenti sociali e trovò rifugio in una comunità d’accoglienza di Bologna. Nell’aprile 2021, il gip di Reggio Emilia emise, su richiesta della procura, un decreto penale di condanna a tre mesi per i genitori, poi convertiti in una multa da 3.375 euro, per tentata induzione al matrimonio. Pochi giorni dopo, il primo maggio, la 18enne fu uccisa e i genitori fuggirono in Pakistan. Il decreto penale a carico del padre era diventato irrevocabile, perché si riteneva erroneamente che non fosse stata presentata opposizione. In realtà il genitore si era opposto. Ieri mattina si è svolto quello che in termini tecnici si chiama incidente di esecuzione: lo ha proposto il pm Maria Rita Pantani per chiedere di revocare l’irrevocabilità del decreto penale. La difesa di Shabbar — in aula era presente l’avvocato Giuseppe Cosentino, in sostituzione della collega Sheila Foti — si è rimessa alla decisione del giudice, di fatto accogliendo la richiesta della procura. Il gip Ramponi ha dunque disposto il giudizio immediato per il genitore (cioè senza passare per l’udienza preliminare). Shabbar, che ha sempre negato di aver costretto la figlia a sposarsi contro la sua volontà, intende dunque difendersi a processo. Per quanto riguarda la madre Nazia Shaheen, l’iter era stato diverso. Dal momento che la donna è rimasta latitante più a lungo, gli atti erano tornati alla procura e il pm Pantani ne ha chiesto il processo. La donna non è ancora stata rinviata a giudizio: se la richiesta della procura sarà accolta, i genitori andranno a dibattimento insieme.

Il processo per il delitto
Si tratta di un processo secondario rispetto a quello in cui i genitori sono stati condannati all’ergastolo in primo e in secondo grado, ma dal forte valore simbolico. Nella storia della 18enne il matrimonio combinato ha avuto un ruolo rilevante e il rifiuto della ragazza di assecondare la volontà della famiglia ha contribuito, secondo l’impianto accusatorio, a ledere il loro senso dell’onore. Il processo per il delitto approderà in Cassazione il 17 giugno. In appello è stato comminato l’ergastolo anche ai cugini Ikram Ejaz e Noman ul Haq, che invece a Reggio Emilia erano stati assolti. Lo zio Danish Hasnain, che con la sua confessione ha consentito di recuperare il corpo della nipote, a Bologna è stato condannato a 22 anni, mentre in primo grado era stato condannato a 14.  © RIPRODUZIONE RISERVATA