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Il Forno Benassi di Correggio compie 90 anni: il suo gnocco è ormai leggendario. Lo cita anche Luciano Ligabue

di Luciano Pantaleoni e Giacomo Bigliardi
Il Forno Benassi di Correggio compie 90 anni: il suo gnocco è ormai leggendario. Lo cita anche Luciano Ligabue

E’ stato fondato da Alberto, poi hanno preso le redini le successive generazioni della stessa famiglia. Si è guadagnato il prestigioso premio Alberici dell’Accademia italiana della cucina

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Correggio Il Forno Benassi di Correggio festeggia quest’anno i novant’anni di attività. È stato fondato nel 1936 da Alberto Benassi, nonno dell’attuale titolare, Marcello, ed è ancora attivo nel pieno centro storico di Correggio. Alcuni alimenti che sono stati iconici per generazioni di correggesi non ci sono più: al busilan ed Sora, la buseca (trippa) d’Aroldo e Norma, la pizza ed La Galeta, i sle dal Tubino... il gnocco di Benassi invece c’è ancora. E per questo articolo lo chiameremo proprio “il” gnocco! Con una piccola eccezione dialettale alla buona grammatica.

Al negozio storico di via Santa Maria si è affiancata da diversi anni la rivendita di piazzale Monsignor Rota, per un totale di sette persone al lavoro fin dal mattino presto. Poche attività di artigianato alimentare, anche di successo, riescono a superare i passaggi intergenerazionali. A volte i figli fanno altro nella vita. Altre volte il talento di un padre o di una madre non riesce a essere trasmesso a chi viene dopo. Le trasformazioni dei contesti economici e sociali rendono poi tutto più complicato: bisogna essere capaci di leggere i cambiamenti nei gusti, nelle aspettative delle persone e adeguarsi. Mantenere inalterati alcuni prodotti, cambiarne altri, introdurne di nuovi. «Negli ultimi anni si è registrato un aumento dell’attenzione verso la qualità del pane – spiega Marcello Benassi –. Le farine arrivano da Carpi e non hanno mai cambiato standard di qualità. Con la diffusione dei supermercati e dei prodotti industriali, spesso congelati e decongelati, la differenza tra produzione artigianale e industriale oggi è ancora più evidente. Pur incidendo sul prezzo finale, il “chilometro zero” viene sempre più riconosciuto e apprezzato dalla clientela, che dimostra attenzione alla qualità e alla provenienza delle materie prime».

Al forno sono passate più famiglie e generazioni di clienti. Ci racconta Marcello che, specialmente nei primi tempi, il rapporto con la clientela era molto basato sulla condivisione, al punto che alcune ricette sono state perfezionate proprio grazie ai loro suggerimenti. Oggi, il forno continua ad attrarre fasce d’età anche molto diverse: dagli scolari ai meno giovani, ognuno con il suo gusto. «Le preferenze variano in base all’età – spiega ancora Benassi –. I più giovani prediligono prodotti veloci come lo gnocco che è diventato un rituale della merenda. Le generazioni più adulte continuano a preferire pani tradizionali e croccanti, mentre i clienti sui 30-40 anni mostrano maggiore attenzione ai prodotti integrali e farine meno “lavorate”. Oggi si utilizzano molte più farine integrali e semi rispetto a prima, con una maggiore attenzione ai valori nutrizionali. Il pane bianco, un tempo predominante, rappresenta ormai meno della metà della produzione». Ma il vero fiore all’occhiello rimane senza dubbio il celebre gnocco. A riprova dell’alta qualità del prodotto e della sua esclusività, il gnocco ha vinto il prestigioso “Premio Alberici dell’Accademia Italiana della Cucina”, come eccellenza unica nel suo genere. Intere generazioni sono cresciute con il mito del gnocco di Benassi. Chiediamo a Marcello una stima di quanto ne viene venduto: ci rivela che siamo sui quaranta gnocchi al giorno durante la settimana, e fino a sessanta nel fine settimana. Come ha raccontato il nostro famoso concittadino Luciano Ligabue, «con il gnocco di Benassi a Correggio ci svezzano i bambini».

E il rocker di Correggio rientra senza dubbio tra i tanti amanti di questo prodotto, tant’è che durante una pausa della lavorazione del film “Made in Italy” da lui diretto, la casa di produzione Fandango ha offerto a tutti i dipendenti “il” gnocco di Benassi. Veroni ci ha messo la mortadella ed è stato un successo! Oltre all’attenzione alle farine, un altro tema su cui il Forno crede molto è quello della sostenibilità. Questo significa innanzitutto limitare il più possibile gli sprechi. Ci spiegano che avanza poco pane ogni giorno, ma con quello che rimane viene fatto il pangrattato, che viene poi utilizzato in alcune ricette speciali, come lo scarpasot. Da qualche tempo, Benassi rende anche disponibili i prodotti invenduti tramite l’applicazione Too Good To Go. Inoltre, sono stati installati i pannelli solari e il forno è stato cambiato, sempre in un’ottica di riduzione di consumi e di sostenibilità. Si sa, il lavoro nel forno è difficile e richiede molti sacrifici.

Per i Benassi, l’impresa è sempre stata di famiglia, e oggi tutti ricordano con affetto il contributo essenziale delle tante “nonne”. La prima è stata Piera, moglie di Alberto, il fondatore del forno. Nonna Piera è anche la persona dietro lo speciale “ricettario” del forno: nel tempo aveva ascoltato e trascritto le ricette del forno e delle persone che incontrava, ma ogni volta tralasciava un ingrediente. Lo faceva apposta, per mantenere il segreto. Così, quando ancora oggi si usa il ricettario bisogna adoperare le correzioni necessarie, tramandate a voce. Attive nel forno sono state anche le mogli dei due figli di Piera e Alberto, Lina e Adua, anche loro tra le “nonne” essenziali nell’attività di Benassi. Mentre i mariti facevano i fornai, loro erano all’opera come commesse. La figlia di Marcello, Alice, ricorda che da piccola veniva messa dalle nonne su uno sgabello a fare scontrini e dare il resto ai clienti. Oggi, Alice è socia del forno assieme a Marcello, e Adua è l’unica rimasta della vecchia generazione.

E i piani per il futuro? Innanzitutto, fare una grande festa: per i suoi 90 anni, il Forno Benassi organizza un evento il 31 maggio, dalle 12 alle 21, a cui hanno aderito tutti i bar e i ristoranti di via Santa Maria, con il patrocinio del Comune. Il programma prevede molte iniziative, presentazioni, interventi delle autorità, laboratori per bambini e la partecipazione di due grandi partner: Molino Verrini di Carpi con le sue farine e Salumificio Veroni di Correggio, con la sua mortadella. Appuntamento al forno! l Articolo pubblicato sul mensile Primo Piano di Correggio oggi in edicola (www.primo-piano.info) © RIPRODUZIONE RISERVATA