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La proposta

Guerra in Iran ed emergenza carburanti, la Cisl: «Smart working per 80mila lavoratori a Reggio Emilia». La ricetta per salvare lo stipendio e risparmiare barili di petrolio

Guerra in Iran ed emergenza carburanti, la Cisl: «Smart working per 80mila lavoratori a Reggio Emilia». La ricetta per salvare lo stipendio e risparmiare barili di petrolio

Papaleo: «Bisogna distinguere chi è essenziale in sede da chi può lavorare a distanza è oggi la scelta di welfare e portafoglio più saggia»

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Reggio Emilia «Dai 60 mila agli 80 mila lavoratori reggiani nel pubblico e nel privato potrebbero essere impiegati con lo smart working, proteggendo il loro stipendio sbranato dalla pompa di benzina e dall’inflazione. E facendo risparmiare migliaia di barili di petrolio, proprio come chiede l’Unione Europea. Mentre la crisi degli idrocarburi galoppa, chiediamo ai datori di lavoro pubblici e privati di aprire un confronto per mappare chi può lavorare da remoto. Sarebbe la risposta più concreta, più equa e più immediata che il sistema possa dare».  Rosamaria Papaleo, leader della Cisl Emilia Centrale, propone anche a Reggio Emilia di aprire il dossier del lavoro da remoto, evitando il dibattito ideologico sullo smart working per ridurre sensibilmente gli spostamenti settimanali, producendo un risparmio reale per le famiglie e un contributo misurabile alla riduzione dei consumi di idrocarburi.

A proposito, considerata la platea reggiana, il lavoro da remoto potrebbe assicurare un risparmio di 3.624 barili di petrolio in un mese, con un solo giorno di smart la settimana. Con tre giorni, come raccomanda la Commissione Europea, il dato salirebbe a più di 10.800 barili al mese. «Il vento dell’austerity soffia forte: essere pronti ad attivare una misura condivisa significa tutelare i lavoratori e lasciare il carburante alle filiere come autotrasporto e logistica, che riforniscono i supermercati e sostengono il manifatturiero. Il grido d’allarme che arriva da questa filiera dovrebbe preoccupare tutti e rischia di avere un effetto pesante sul carrello della spesa», osserva Papaleo.

I numeri

Un dipendente reggiano tipo che percorre 40 chilometri al giorno tra casa e lavoro, con un’auto diesel di piccola cilindrata (consumo: 6 litri ogni 100 km) ora spende oltre 108 euro al mese solo di carburante, contro gli 88 euro di novembre scorso: quasi 20 euro in più al mese, oltre 230 euro in più all’anno. Su uno stipendio medio, già allo stremo, questa voce  pesa sempre più. Anche solo un giorno a settimana di lavoro da remoto riduce quella spesa di un quinto, trasformando un’emergenza in welfare con un modello organizzativo calibrato sulla congiuntura. La Cisl sa che questa proposta non piace a molti datori di lavoro. La cultura della presenza è radicata, talvolta per ragioni concrete. Ma distinguere chi è essenziale in sede da chi può lavorare a distanza è oggi la scelta di welfare e portafoglio più saggia nell’interesse della Comunità.


Il monito
«Attenzione: nessuno vuole il ritorno all’applicazione forzosa dello smart working scattata in pandemia. Stavolta la Comunità non dovrebbe subire lo strumento, ma avrebbe l’opportunità di costruire un’applicazione sartoriale per il proprio sistema economico e amministrativo, senza imposizioni né approssimazioni», avverte Papaleo, che indica il luogo per questa analisi: è appena partito OsservaRe, l’osservatorio di Provincia, Comuni e Confindustria reggiana, che si pone l’obiettivo di prendere decisioni con una forte visione d’insieme. «Decidere cosa fare nel pieno di una crisi energetica, mentre si parla sempre più forte di razionamento, sarebbe un banco di prova formidabile e necessario, per OsservaRe». 


La crisi dei carburanti riassume due problemi cronici del territorio. I prezzi degli affitti hanno spinto molte persone a vivere lontano dal luogo di lavoro, aumentando i chilometri quotidiani e il peso del caro carburante. In più, il trasporto pubblico è strutturato soprattutto sulle esigenze degli studenti, spesso incompatibili con quelle di chi lavora. «Due nodi che non si sciolgono da soli, ma che una mappatura intelligente del lavoro da remoto può allentare già oggi, senza attendere infrastrutture o incentivi statali a pioggia» conclude Papaleo.