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Il furto

Anziana derubata dell’oro in ospedale mentre era in sala operatoria. «Anche l’anello ricordo di mio figlio scomparso»

Ambra Prati
Anziana derubata dell’oro in ospedale mentre era in sala operatoria. «Anche l’anello ricordo di mio figlio scomparso»

Reggio Emilia: l’infermiera le chiede di togliersi tutto e di riporlo nell’armadietto della stanza di ricovero. «Quando sono tornata non c’era più niente»

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Reggio Emilia «Mi hanno rubato la borsetta, chiusa a chiave nell’armadietto, mentre ero in sala operatoria. Così ho perso gli unici tre oggetti d’oro, ricordi dei miei cari defunti, che mi erano rimasti e che per me erano preziosissimi». A raccontare la disavventura, avvenuta al Santa Maria Nuova, è Lara Marmiroli, 74 anni, residente a Campegine.

La pensionata si è recata all’ospedale il 2 aprile scorso per un intervento programmato alla retina. «Sono entrata prima di mezzogiorno e mi è stata assegnata una camera nel reparto di Oculistica: da sola, non c’erano altri pazienti». Verso le 14 un’infermiera, insieme a un barelliere rimasto fuori, è andata a preparare la paziente. «Ero già con il camice, con niente addosso, quando l’infermiera mi ha detto che dovevo togliere gli oggetti d’oro. Ho tolto il bracciale che era un ricordo di mio padre, la fede nuziale che portavo con orgoglio da 51 anni e che mi è ancor più cara da quando mio marito è morto, infine un anello legato a mio figlio scomparso». La reggiana ha riposto i monili nella borsetta, messa dentro l’armadietto chiuso a chiave. «Non sapendo dove metterla, la chiavetta l’ho nascosta sotto il cuscino».

La 74enne è tornata in stanza «due ore dopo. Per fortuna l’operazione è andata bene, sono stata dimessa quasi subito: almeno quello...». A quel punto la donna si è accorta che la chiavetta era infilata nell’armadietto... aperto. «All’interno non c’era più nulla: il ladro ha lasciato solo i pantaloni e la maglia che indossavo. Qualcuno aveva rubato la borsa contenente, oltre ai gioielli, il mio cellulare, le chiavi di casa, la carta Postepay e i documenti: per fortuna di questi ultimi ho le fotocopie». Il posto di polizia era chiuso, perciò la 74enne vi si è recata la mattina seguente, accompagnata dal nipote, per sporgere denuncia. «Ho chiesto se per caso l’ospedale avesse un’assicurazione contro i furti. Una poliziotta mi ha risposto che, se risarcissero tutti i pazienti che vengono derubati, il Santa Maria Nuova sarebbe in bancarotta». Esiste una lunga scia di precedenti: l’ultimo caso segnalato è stato quello di una donna che, dopo aver partorito, è stata derubata nel reparto di Ostetricia.

La pensionata non sa quantificare il valore del maltolto. «Non mi interessa il valore economico: quei gioielli non li toglievo mai, avevano per me un valore affettivo. Il braccialetto era perfino ammaccato, ma era un regalo di mio papà. Erano gli unici ricordi rimasti di persone che non ci sono più soprattutto da quando, nell’ottobre scorso, la mia abitazione è stata visitata dai ladri, che hanno fatto razzìa di tutto l’oro che avevo». L’accaduto ha lasciato l’amaro in bocca alla signora. «Posso capire se fossi andata in discoteca, ma all’ospedale durante un intervento chirurgico... È diventato un brutto mondo». La 74enne aggiunge: «Mi sono anche sentita stupida, per non aver pensato a un nascondiglio migliore. Nell’ospedale c’è un andirivieni continuo e quegli armadietti si aprono facilmente, però il personale poteva avvisarmi». Come se non bastasse, «quando sono andata con il cellulare nuovo a chiedere lo stesso numero ho scoperto che, siccome la Sim era intestata a mio marito, dovevo tornare con la denuncia, il certificato di decesso e i miei documenti. L’ennesima beffa». © RIPRODUZIONE RISERVATA