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Il caso

Kanye West, il Regno Unito gli nega il visto. Cisl all’attacco: «Il no di Londra può valere anche per Reggio Emilia?»

Kanye West, il Regno Unito gli nega il visto. Cisl all’attacco: «Il no di Londra può valere anche per Reggio Emilia?»

La proposta di Rosamaria Papaleo: «Che l'artista incontri l'Anpi e la comunità ebraica». Poi su Hellwatt Festival: «Chi sta investendo?»

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Reggio Emilia «Ciò che disse l’Anpi di Reggio Emilia lo scorso dicembre era sacrosanto ed è in sostanza ciò che dicono oggi il Primo ministro britannico Starmer e il sindaco di Londra Khan. Il rapper Ye assicura di essere cambiato, di voler suonare per la pace e l’amore e non più per la svastica e l’antisemitismo, ma la domanda resta: lo showbiz conta più dei valori costituzionali?». Così Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, commenta il caso nel Regno Unito per i tre concerti del rapper Usa previsti tra il 10 e il 12 luglio a Londra, una settimana prima di Hellwatt Festival, col Governo che ha appena negato il visto a Ye (cioè: concerto saltato) mentre il Municipio gli aveva già negato lo stadio. Ye stamane ha ribadito di essere cambiato e di voler incontrare la comunità ebraica londinese mentre gli organizzatori del Wireless Festival, via Rolling Stone, invitano a dargli una seconda opportunità.


La proposta

«Il no rigoroso che è scattato a Londra può valere anche a Reggio? Noi condividiamo ciò che disse a suo tempo l’Anpi reggiana sulla cultura che non può essere neutra quando entra in conflitto con i valori dell’antifascismo, della solidarietà e del rispetto della dignità umana. E proponiamo al sindaco, qualora la data italiana di Ye fosse confermata, di chiedere con fermezza che Ye incontri, se i diretti interessati lo vorranno, chi promuove l’applicazione dei valori costituzionali e antifascisti e chi rappresenta la comunità ebraica offesa per tanto tempo – rileva Papaleo –. Sarebbe l’unico modo per dimostrare che un cattivo maestro è davvero diventato un ambasciatore positivo, che sa mettere la sua notorietà e influenza al servizio di qualcosa di buono».

Via gli sponsor

Intanto, dall’altra parte della Manica i main sponsor stanno mollando il Wireless Festival, dice la stampa: Pepsi, PayPal, Diageo-Johnnie Walker e molti altri. Ecco che dall’aspetto valoriale Cisl plana su quello economico, chiedendo trasparenza. Hellwatt Festival è una macchina, sulla carta, da decine di milioni di euro. Lo stesso Ye dichiarò nel 2022 che il suo ingaggio era di otto milioni di dollari. In rete ci sono stime più prudenti, tra 1,2 e 1,5 milioni. Travis Scott oscilla dai 2,5 ai 6 milioni di dollari. Swedish House Mafia tra 700 mila e oltre un milione. Ma anche se si trattasse della metà di queste cifre, il discorso non cambierebbe. «Trasparenza è l’altra parola chiave per la comunità reggiana. E allora chiediamo: chi sta investendo in Hellwatt? Chi sostiene economicamente il festival? Chi ha pagato i cachet di questi artisti? Quante persone lavoreranno all’evento e con che contratti e garanzie? Il Comune di Reggio Emilia non è l’organizzatore del Festival, ma lo ha tenuto a battesimo in conferenza stampa al fianco del patron-direttore artistico Victor Yari Milani – osserva Papaleo –. Per questo giriamo al Comune una domanda semplice sul business plan del festival, chiedendo che coinvolga la città insieme agli organizzatori e trasmetta ai reggiani le informazioni utili a comprendere la portata dell’operazione. Se Hellwatt vincerà la sua scommessa, vincerà anche Reggio, è evidente che ci sia un interesse pubblico». Per Cisl non si tratta, infine, di mettere il bastone tra le ruote all’evento, ma dell’esatto contrario. «Cisl come tutta Reggio tifa perché Hellwatt sia un super successo: la musica e l’arte sono medicine potenti in un mondo segnato da guerre, violenze e soprusi. Tifare Hellwatt e poterlo fare consapevolmente, con tutte le informazioni al posto giusto, sarebbe il top», chiosa Papaleo.