Lupi trovati morti investiti: Chiapponi «In questo periodo è una strage»
Una carcassa recuperata a Boretto, il responsabile del Rifugio Matildico che si occupa dei recuperi fa il punto
Boretto Un lupo morto sull’argine all’ingresso del paese. Il suo recupero da parte degli addetti del Centro di recupero fauna selvatica “Rifugio Matildico”, avvenuto sabato mattina, è, purtroppo, l’ennesimo. «In questo periodo è una strage», è il commento del responsabile Ivano Chiapponi. Qualcuno, notando la carcassa ai margini della strada, lo aveva confuso con un pastore cecoslovacco, dando l’allarme sulle pagine social locali. In molti, però, hanno capito subito che si trattava di un lupo e qualcuno ha dato l’allarme facendo prendere alla segnalazione il canale appropriato.
«Riguardo al ritrovamento della carcassa di lupo rinvenuto stamattina a Boretto, volevo segnalare che è stato prontamente avvertito il Rifugio Matildico che ha provveduto al recupero del povero animale – scrive Angela Longhi sulla pagina Facebook “Se sei di Boretto” –. Ringrazio Ivano Chiapponi e tutti i volontari del Matildico per la loro instancabile opera di assistenza della fauna selvatica. P.S. i bambini non corrono pericoli con i lupi e gli animali domestici vanno gestiti correttamente». «Abito a trecento metri in linea d’aria – ha poi raccontato –. Quando ho saputo sono uscita per andare a controllare. Amo gli animali e sono in contatto con il Rifugio, perciò ho chiamato Chiapponi che mi ha detto di essere già stato avvisato dai carabinieri ma non sapeva la zona precisa. Ho condiviso la mia posizione e coperto l’animale».
«Sì l’ho recuperato – conferma Chiapponi mentre sta andando a Marano di Parma per un ritrovamento analogo –. Si tratta di lupi investiti. In questo periodo è una strage. Si avvicinano alle strade in cerca di cibo perché ci sono pochi caprioli. In questi primi mesi dell’anno siamo già a 12, 13 recuperi. In tutto il 2025 erano stati 31, 32. È un trend in aumento». Una tendenza che però, per Chiapponi, non deve essere interpretata come a un aumento in generale degli esemplari di lupo nelle aree urbane, argomento sempre molto “caldo” e spesso portatore di allarmismi ingiustificati. «Sono tanti – dice Chiapponi – ma stanno calando. Per tanti fattori, tra i quali la carenza di cibo che li porta ad avvicinarsi alle zone abitate dall’uomo. La gente li vede di più e pensa che siano aumentati. Non è così. Tanti si ammalano di rogna, per esempio, un segnale dell’abbassamento delle loro difese immunitarie». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
