Ora anche il governo Meloni pensa di intervenire sui social: stop agli under 15 e controlli più rigidi sull’età
C’è un disegno di legge in dieci punti per intervenire, un’accelerata dopo lo studente 13enne di Bergamo che ha accoltellato la professoressa
Roma Il governo Meloni si prepara a intervenire con misure concrete per limitare l’accesso dei minori ai social network. Al centro del nuovo disegno di legge, ancora in forma di bozza, c’è il divieto di utilizzo delle piattaforme social e dei siti di condivisione video per i ragazzi sotto i 15 anni — soglia che potrebbe scendere fino a 14. Il provvedimento, anticipato dal Corriere della Sera, è composto da dieci articoli e nasce da un vertice a Palazzo Chigi voluto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, con la partecipazione dei ministri dell’Istruzione Giuseppe Valditara, degli Affari europei Tommaso Foti, della Famiglia, Eugenia Roccella, e di altri esponenti del governo, tra cui il sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti e la viceministra al Lavoro Teresa Bellucci.
A spingere sull’acceleratore è stato il drammatico episodio del 25 marzo: uno studente tredicenne ha accoltellato la sua professoressa di francese a Trescore Balneario, nel bergamasco, trasmettendo tutto in diretta su Telegram. L’episodio ha riacceso con forza il dibattito sull’accesso dei giovanissimi alle piattaforme digitali, rendendo – secondo il governo – «non più rinviabile» un intervento legislativo strutturato. Il testo punta ad andare oltre i divieti già esistenti sulla carta ma raramente rispettati nella pratica. La sfida è trovare strumenti efficaci di verifica dell’età degli utenti, senza ricorrere a forme ritenute troppo invasive, come i controlli biometrici adottati in Australia.
Tra le misure previste c’è l’introduzione di sistemi di controllo parentale obbligatori sui dispositivi in uso ai minori, attivabili già in fase di configurazione del dispositivo oppure tramite pacchetti “junior” dedicati, offerti dagli operatori telefonici. Un approccio che il governo definisce “innovativo”, pensato per bilanciare la regolamentazione con il ruolo educativo della famiglia. Il ddl sarà sottoposto all’Agcom e alle autorità competenti in materia di minori e privacy, per poi ottenere il via libera dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel frattempo, in Parlamento giacciono almeno due disegni di legge sul tema — uno dei quali bipartisan — bloccati in attesa di trovare un approccio condiviso sul “come” intervenire in modo davvero efficace. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nei giorni scorsi ha dichiarato: «Ormai è di tutta evidenza la pericolosità di una gestione dei social da parte di ragazzini. Abbiamo vietato l’utilizzo del cellulare nelle scuole e credo che il prossimo passo debba essere proprio quello di abolire l’accesso ai social per i minori di 15 anni».
