Lascia l’Arrogant Pub per Ca’ Barambon. «Sarà come venire a casa nostra. Qui ci dedichiamo alle persone»
Il nuovo progetto di Alessandro Belli: l’home restaurant nel bosco a Vezzano sul Crostolo, tra tavoli condivisi, camere ed esperienze
Vezzano La vita nuova, scandita dal ritmo delle stagioni, dei prodotti e dei tempi da rispettare. È questa la filosofia che prende forma a Ca’ Barambon, il nuovo ristorante con camere che aprirà venerdì a Vezzano. A guidarlo è Alessandro Belli, per quasi vent’anni volto e anima dell’Arrogant Pub di Canali, insieme alla compagna Elisa. Una svolta netta rispetto al locale reggiano, tra i più apprezzati in regione per la qualità della cucina e la proposta birraria. Il nuovo progetto Ca’ Barambon è il nome della piccolissima località – una sola casa in pratica – nascosta nei bellissimi borghi tra Monchio e Montalto di Vezzano, alla fine di una strada che si esaurisce in quel punto.
Sei anni fa, Elisa e Alessandro avevano deciso di acquistarla per sistemarla e trasformarla nella loro abitazione, prima del recente grande salto. Un luogo tranquillo e insieme a breve distanza dalla Statale 63 all’altezza de La Vecchia. È stata una scelta voluta. «L’Arrogant fortunatamente lavora tantissimo, ma ormai non c’è il tempo da dedicare alle persone, ai fornitori, alle ricerche sui prodotti. Negli ultimi tempi io, ormai, facevo accomodare solo le persone al tavolo e facevo i conti, non riuscivo neanche più a trasmettere al cliente tutto il lavoro di ricerca perché non avevo più tempo», racconta Alessandro. «Con Elisa abbiamo pensato di staccare e per fortuna i nostri soci di minoranza e i ragazzi che lavorano in cucina hanno deciso di rilevare le quote e di andare avanti, questo lo sottolineo con piacere: il progetto Arrogant va avanti, in continuità», sottolinea sorridente.
La svolta
E poi? «Abbiamo fatto un viaggio di tre mesi in Oriente e mentre eravamo via abbiamo pensato: ma la casa su perché non la trasformiamo in un home restaurant, senza esagerare? Così è nata l’idea, negli ultimi mesi abbiamo adattato il restauro. Tra l’altro, durante i lavori abbiamo scoperto un grande buco nascosto sul fondo del fienile usato dai partigiani per nascondersi: calandosi lì dentro, si usciva in una piccola grotta nella vicina montagna». Con tutti gli adattamenti, rimarca Belli «Ca’ Barambom rimane una casa: chi entra, entra a casa nostra e si vede. Si mangerà in tavoli condivisi. Il progetto ha trovato terreno fertile, il sindaco di Vezzano Stefano Vescovi è contento e poi ci piacerebbe organizzare una rete con gli altri operatori di questa zona e con i produttori che collaborano con noi». Cambia il mondo, non l’impegno: «È un modo diverso di lavorare. Io lavoro più di prima perché mi alzo alle cinque e mezza, vado nei campi, però è un altro modo di vivere, canalizza le mie energie diversamente ed è bellissimo. E sento proprio che le persone vogliono questo».
L’intuizione
Ovvero? «Uno degli aspetti su cui abbiamo riflettuto è che un certo tipo di ristorazione sarà sempre meno sostenibile, per i costi fissi e l’impegno. Il futuro sarà fatto di realtà più piccole, con pochissimo personale, dove riesci a dedicare tempo alle persone e dove, proprio per questo tempo, le persone spendono volentieri». Questo approccio si declina in ogni ambito: «La mettiamo nelle fermentazioni, nei salumi, nelle salamoi, nei formaggi affinati nella madia con la paglia, come una volta. Quando si entra nelle nostre cantine si trova davanti questo approccio, un approccio legato al tempo e alle necessarie attese». «Abbiamo già delle idee – svela – faremo il corso per fare la conserva di pomodoro ad agosto, nel 2027 uno di norcineria, abbiamo già marmellate e prodotti nostri, proprio come si faceva una volta», annuncia Belli. Ca’ Barambon aprirà ufficialmente venerdì 10 aprile, ci sarà sempre un menù alla carta con proposte vegetariane, si potrà mangiare il venerdì a cena, al sabato e alla domenica a pranzo e a cena e al lunedì a pranzo. E si uniranno poi le stanze con la colazione». Per prenotare, per ora, è attivo il profilo Instagram “Ca’ Barambon”, a breve arriverà anche un numero di cellulare. © RIPRODUZIONE RISERVATA