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Il caso

Biometano di Santa Vittoria: il Tar dà ragione a Comune e Arpae. Ora cosa succede

Jacopo Della Porta
Biometano di Santa Vittoria: il Tar dà ragione a Comune e Arpae. Ora cosa succede

Gualtieri: respinto il ricorso dell’azienda che vuole realizzare l’impianto

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Gualtieri Santa Vittoria – e non solo – tira un sospiro di sollievo. Il Tar di Parma ha respinto il ricorso di Apis Re1 contro il no di Arpae al progetto del maxi impianto di biometano previsto a Santa Vittoria. La sentenza è un risultato importante (non ancora definitivo dato che l’azienda potrebbe ricorrere al Consiglio di Stato) per chi, in questi mesi, si è opposto al progetto. È una vittoria delle amministrazioni che contestano l’impianto e dei cittadini che si sono mobilitati fin dall’inizio, a partire dal Comitato Aria Buona. «Il Tribunale ha accertato che il diniego è il risultato di un’istruttoria approfondita e puntuale svolta in Conferenza dei servizi» sottolinea il sindaco Federico Carnevali. «Sono emerse carenze progettuali, relative alla viabilità e accessibilità dell’impianto, agli interventi di adeguamento e manutenzione necessari su via D’Este e al mancato reperimento delle dotazioni territoriali necessarie».

La società aveva impugnato la decisione con cui, a luglio 2025, Arpae aveva negato l’autorizzazione unica. L’impianto è progettato per trattare 91mila tonnellate annue di biomasse, con una capacità di immissione in rete di biometano pari a 500 standard metri cubi l’ora. Secondo Apis, i pareri negativi dei Comuni si fondano su richieste economiche e urbanistiche che la società ritiene estranee al procedimento autorizzativo, tra cui gli interventi e le garanzie per via D’Este, la monetizzazione delle dotazioni territoriali, cioè il versamento di somme al Comune in luogo della cessione di aree, e la realizzazione di parcheggi e altre opere connesse. Nella sentenza i giudici spiegano che le criticità sollevate dai Comuni non riguardano semplici compensazioni economiche, ma aspetti essenziali per l’autorizzabilità del progetto. Al centro della vicenda resta via D’Este, unica strada di accesso all’area indicata per l’impianto. Il Comune ha stimato in 2,4 milioni di euro gli investimenti necessari per la manutenzione della strada in due decenni. I giudici ritengono fondate le contestazioni sulla sicurezza della viabilità, sulla tenuta della strada rispetto al traffico pesante previsto e sulla mancanza di garanzie economiche adeguate. Un altro punto decisivo riguarda le dotazioni territoriali. Il Tar conferma la posizione del Comune, secondo cui la società non ha assolto agli obblighi urbanistici richiesti e non ha formalizzato la monetizzazione delle dotazioni stesse. Per Carnevali, il pronunciamento «rappresenta un chiaro riconoscimento della serietà, del rigore e della responsabilità con cui il Comune di Gualtieri ha operato a tutela del territorio e dell’interesse pubblico» e «fa chiarezza anche rispetto a posizioni e ricostruzioni che, nel dibattito pubblico, hanno talvolta attribuito al Comune responsabilità non di propria competenza». © RIPRODUZIONE RISERVATA