Rissa tra due bande al parco del Popolo. Spunta un coltello. «Qui abbiamo bisogno di più presidio»
Reggio Emilia: l’appello della titolare del chiosco: «Due sono fuggiti feriti, mi hanno spinto mentre cercavo di spostare le sedie per non fargliele prendere»
Reggio Emilia Ore 20 di martedì. Al Parco del Popolo, due gruppi si fronteggiano. Sono giovani e giovanissimi di origine straniera. Siamo nei pressi del chiosco, dietro al teatro Valli. C’è poco spazio per le parole, troppo per la violenza che si scatena davanti agli sguardi esterrefatti e terrorizzati dei passanti.
Lo scontro
La contesa riguarda un monopattino: volano accuse, un gruppo lo avrebbe sottratto all’altro. Questo si capisce anche dalle invettive che si lanciano, in arabo. I testimoni vedono spuntare un coltello, le seggiole della distesa prese con l’obiettivo di usarle per dare colpi e difendersi.
Brunella Ferraresi, la titolare del chiosco, è una che non si lascia spaventare facilmente, e prova anche a difendere l’arredo del suo piccolo chiosco, un presidio dei Giardini pubblici, bellissimi eppure sempre esposti. «Mi hanno strattonata e spinta, uno ha tirato fuori un coltello a serramanico – racconta –. Qui la situazione sta diventando difficile: c’è bisogno di presidio, di non essere lasciati soli». È un film già visto fin troppo volte. Questo pezzo di centro storico, nel 2025, era “zona rossa” per volontà del prefetto e del Comitato ordine e sicurezza pubblica. Ma mesi di attenzione non hanno cambiato di molto lo scenario. L’incrocio tra via Nobili e via Secchi resta critico, i gradini del teatro Valli anche. «Stavamo mettendo via sedie e tavoli per chiudere il chiosco, fino a poco prima c’era tanta gente – racconta Brunella - Poi, sono arrivati loro: un gruppo da via Allegri, l’altro dall’altra parte». Pochi minuti concitati. «Abbiamo cercato di mettere al riparo gli arredi, ma uno di loro mi ha spinto via facendomi sbattere contro il chiosco – spiega –. A un certo punto mentre qualcuno chiamava la polizia si sono dispersi: uno è andato via con la maglietta sporca di sangue all’altezza addome, l’altro con segni in testa, colpito forse da una catena da bicicletta». Scene violente. In netto contrasto con quello che dovrebbe essere questo pezzo di città, affacciato sui giochi dei bambini, a due passi dall’asilo definito il più bello del mondo. «Quando è arrivata la polizia si erano già sparpagliati – va avanti la titolare del chiosco –. Ma quando succedono queste cose viene voglia di mollare... Abbiamo bisogno di maggiore presenza, di presidio».
L’appello
Sul parco è in cantiere un progetto importante di riqualificazione, ma anche un percorso di partecipazione che si è dato come obiettivo permettere alla città di riappropriarsi di un luogo dalle grandi potenzialità e di sottrarlo ai rischi del degrado. Ma intanto si fanno i conti con la realtà. Il chiosco non è solo un bar, ma un punto di riferimento per i bambini che frequentano quotidianamente l’area giochi e un presidio di sicurezza. Un ruolo che Brunella Ferraresi esercita da quando ha assunto la titolarità del luogo, prendendosi a cuore questo pezzo di città. «Di mattina i problemi non ci sono, ma in certi orari verso sera abbiamo bisogno di presenza delle forze dell’ordine – è il suo appello –. Questo è stato un brutto momento, soprattutto per la delusione. Non possiamo vivere così». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
