Zona stazione, parla l'anziano in carrozzina rapinato: «Quell’uomo mi è saltato addosso, mi ha strappato il borsello e sono finito a terra»
La testimonianza di Giuseppe Piccinini, 80 anni. Il figlio: «Inaccettabile che abbiano preso di mira un disabile che non si può nemmeno difendere»
Reggio Emilia «Stavo tornando a casa dopo la tappa alla stazione per comprare le sigarette. All’improvviso, mi è saltato addosso un uomo, che mi ha strappato di dosso il borsello e mi ha fatto finire a terra. Tutto per rubarmi 50 euro». Le escoriazioni sul ginocchio destro sono il segno della rapina subita poche ore prima, ma lo spirito di Giuseppe Piccinini rimane intatto. Piccinini, che ha compiuto 80 anni lo scorso 28 marzo, non vuole darla vinta ai rapinatori che gli hanno teso l’agguato nel tardo pomeriggio di martedì, nel quartiere a ridosso della stazione ferroviaria storica. Un uomo lo ha assalito da dietro per rubargli il contenuto del borsello, una cinquantina di euro in tutto. E già ieri non ha rinunciato a uscire di casa per sbrigare delle commissioni.
Piccinini è molto conosciuto nel quartiere dove abita e l’essere costretto a usare la carrozzina per spostarsi, a causa della disabilità, non gli impedisce di trascorrere all’aperto buona parte del tempo. «Erano in due, ad aspettarmi: un uomo, di origine magrebina, e una donna – ricostruisce l’ottantenne –. Quell’uomo mi è saltato addosso all’angolo tra via Ceva e via Monsignor Tondelli: mi ha strappato il borsello. Per fortuna, sono riuscito a salvare i documenti, che avevo a casa, perché non li uso per comprare le sigarette». «Erano nascosti tra due auto e parlavano tra loro – aggiunge Piccinini riferendosi a chi lo ha aggredito –. Poi lui mi è saltato addosso e mi ha strappato il borsello che avevo a tracolla: sono finito a terra. Quando è arrivato il personale sanitario non ho voluto andare all’ospedale, ci sono stato già abbastanza... Mi hanno medicato sul posto. Poi, non appena ho potuto, sono uscito di nuovo di casa».
Profondamente preoccupato per quanto accaduto al padre, è il figlio di Giuseppe, Mauro Piccinini. «È uno schifo che se la siano presa con un uomo di ottant’anni sulla carrozzina – dice –. Aveva soltanto pochi spiccioli nel borsello, ma non hanno rinunciato a portarglieli via. Purtroppo, mio padre è invalido a causa del diabete. Per questo è costretto a usare la carrozzina per spostarsi. C’è tanta brutta gente in circolazione, ma il fatto di prendere di mira un ottantenne è proprio qualcosa di inaccettabile: parliamo di un disabile che non si può nemmeno difendere, quando viene aggredito. Non ne faccio nemmeno un problema legato alla stazione, purtroppo tutti questi luoghi si assomigliano, anche nelle altre città». Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno indagando per ricostruire l’accaduto. I due che hanno aggredito Piccinini sarebbero già stati riconosciuti: si tratterebbe di persone avvistate con grande frequenza nel quartiere, dove c’è grandissima apprensione per l’escalation di criminalità che, stavolta, ha visto preso di mira anche un disabile. I cittadini stanno pensando a nuove forme di mobilitazione, per contrastare il forte degrado presente a ogni ora del giorno e della notte nel quartiere della stazione. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
