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Ecco il nuovo piano antenne: meno “pali” e più condivisione tra gestori

Massimo Sesena
Ecco il nuovo piano antenne: meno “pali” e più condivisione tra gestori

Reggio Emilia, la giunta dà il via libera ai primi undici progetti: la parola d’ordine è “coabitazione”

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Reggio Emilia La città si avvia a dotarsi di un piano antenne nuovo, una mappatura delle antenne – vecchie e nuove – per la trasmissione dei segnali di telefonia mobile. Un lavoro di mediazione, paziente e meticoloso, con cui l’amministrazione comunale si dice sicura di esser riuscita in una sintesi alta tra le esigenze dei gestori di telefonia mobile, le normative nazionali in materia e i diritti dei residenti nelle zone interessate a quelle che in gergo si chiamano aree di ricerca.

Si è infatti conclusa in questi giorni la fase delle osservazioni dei cittadini e delle controdeduzioni formulate dall'Unità di Progetto Re-Acts del Comune, e sulla base di questo, la giunta comunale – si legge in una nota – ha approvato il “Programma annuale delle installazioni fisse per la telefonia mobile 2026” che individua e vincola le nuove installazioni alle aree di ricerca proposte dai gestori. Il Programma, illustrato nei mesi scorsi, costituisce uno strumento di cui l’Amministrazione reggiana si è dotata per una corretta e controllata pianificazione delle installazioni, oltre che per una piena condivisone delle scelte con la cittadinanza.

«Le aree di ricerca – spiega l’assessore a Tutela ambientale e Università Roberto Neulichedl – rappresentano solo una potenziale proiezione di nuove installazioni cui, come già accaduto in passato, non è detto faccia seguito una concreta richiesta di realizzazione della Stazione Radio Base ipotizzata. Infatti, nel corso del 2025, a fronte di 89 aree di ricerca indicate dai gestori, solo 11 sono state le concrete richieste di autorizzazione su siti puntuali, per ciascuno dei quali si è proceduto individuando dove possibile soluzioni di minor impatto ambientale e sociale».

Una delle chiavi di volta di questo progetto sta nel termine inglese co-siting, ovvero nel tentativo, fin qui quasi sempre riuscito, di convincere gestori a coabitare in un’unica antenna. «È capitato – sottolinea l’assessore Neulichedl – che tra le aree di ricerca individuate da gestori diversi vi fossero davvero poche centinaia di metri. In alcuni casi siamo riusciti a convincere i gestori a “prendersi” un unico “palo” e inserirvi i rispettivi ripetitori. E questo grazie alla grande disponibilità dei gestori».

Con la stessa delibera – dice ancora la nota del comune – la giunta ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni dei cittadini facendole proprie ai fini del successivo confronto tecnico con i gestori nelle eventuali fasi autorizzative dei singoli siti. L’atto dispone, inoltre, che i gestori, in fase di presentazione puntuale delle istanze debbano prioritariamente valutare le alternative di co-siting e delocalizzazione suggerite dai cittadini, motivando analiticamente l'eventuale impossibilità tecnica. Il programma approvato diventa ora allegato ufficiale al Regolamento comunale fino al prossimo aggiornamento annuale.