Caso Lab Aq16, l’assessore Prandi: «Verso la regolarizzazione entro l’estate»
L'obiettivo dell’amministrazione reggiana è sanare le irregolarità amministrative entro pochi mesi, mantenendo viva la funzione sociale del luogo senza cedere al "legalismo" delle polemiche
Reggio Emilia «Di fronte ai problemi cerchiamo soluzioni concrete, o vogliamo limitarci a mandare in Albania i responsabili? Noi teniamo sicurezza, legalità e valore sociale dentro un percorso serio che metta in ordine la responsabilità e dia la prospettiva di stabilità a uno spazio che esiste da oltre 20 anni». L’assessore alla cura della città e alla partecipazione Davide Prandi approfondisce quanto sta facendo il Comune in merito al caso di Lab Aq16, su cui si sono accese forti polemiche che ruotano intorno alla mancanza di requisiti per garantire apertura regolare.
Requisiti che gli attivisti di Lab Aq16 hanno manifestato l’intenzione di conseguire tramite un percorso condiviso con l’ente pubblico. Percorso che ha risvolti sia sul piano amministrativo, sia politico. Prandi anticipa che si punta a sanare le irregolarità entro l’estate. «Rispetto alla vicenda amministrativa e tutto quanto accaduto finora, l’amministrazione si è data da fare: ha attivato i tecnici e ha iniziato interlocuzioni, tra l’altro - afferma Prandi -. C’è un dialogo avviato già da mesi con chi vive quel luogo, i ragazzi di Aq16. Ho trovato grandissima disponibilità, da parte loro, tanto che abbiamo immaginato un percorso di legittimità del loro stare in quell’edificio, che ha portato alla loro costituzione come ente del terzo settore: nello specifico associazione di promozione sociale. Già immaginarsi di rientrare in un quadro regolatorio importante e iscriversi a un registro è un passaggio importante per uno spazio sociale che ha nella sua autonomia un carattere identitario».
Il percorso già avviato proseguirà con manifestazioni d’interesse per individuare la forma con cui animare quegli spazi con attività sociali «che noi come Comune valorizziamo - rimarca l’assessore -. Nel giro di due mesi, da qui all’estate, l’obiettivo è di avere un quadro già concreto e formale: l’inizio di un percorso in cui loro continueranno, con le loro attività, ad arricchire quei luoghi, nel rispetto delle regole e di quella funzione sociale che rivestono. Noi non vogliamo porre fine alle storie, ma trasformarle in qualcosa di ancora più utile. Una città viva non espelle le sue energie. Su questa vicenda, il legalismo farisaico, ovvero il guardare all’ideologia e non alla sostanza, del centrodestra è deleterio».
Prandi sottolinea anche che la sicurezza «è una priorità. Per Aq16, da un punto di vista tecnico-strutturale non ci sono problemi. Le carenze più importanti sono sugli impianti e gli spazi dedicati a certi tipi di pubblico spettacolo. Quindi abbiamo chiesto prioritariamente di interrompere spettacoli pubblici rilevanti. Secondo, si dovranno svolgere lavori sull’impiantistica, elettrica e idraulica, per conseguire tutte le certificazioni. Su entrambi i punti abbiamo trovato grande disponibilità da chi abita gli spazi. Stiamo cercando di accelerare i tempi e di evitare l’uso di luoghi al chiuso, sfruttando al massimo gli spazi esterni per gli eventi già in calendario. In questo frangente si cerca di limitare gli eventi alle attività circolistiche e di ridurre il pubblico spettacolo che necessita di autorizzazioni più stringenti e piani di sicurezza. Ci auguriamo di avere un quadro di legittimità entro l’estate, almeno per una porzione dell’edificio».l © RIPRODUZIONE RISERVATA
