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Il lutto

Schianto sulla via Emilia, Baba Shirazu abitava da 20 anni a Rubiera: era padre di 5 figli

Ambra Prati
Schianto sulla via Emilia, Baba Shirazu abitava da 20 anni a Rubiera: era padre di 5 figli

Lavorava come operaio turnista in una fabbrica. La Caritas seguiva la famiglia da tempo

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Rubiera «Siamo devastati da questa notizia. Sicuramente la vedova e i cinque figli ora hanno tanto bisogno d’aiuto, dobbiamo capire come dare loro supporto». A parlare è Wainer Zannoni, responsabile della Caritas di Rubiera, che segue da tempo il nucleo familiare di Baba Shirazu, 61 anni, una delle tre vittime del terribile incidente di Marzaglia. Era una presenza storica del paese e Rubiera è sconvolta dalla tragedia.
 



Residente in paese da quasi vent’anni, Baba era originario dalla città di Tamale, capitale della regione settentrionale del Ghana, dove prevale la religione islamica. Dal matrimonio con la moglie Fuseini Muniratu sono nati ben cinque figli, di età compresa tra due e vent’anni: le più grandi sono due ragazze maggiorenni che studiano, i più piccoli sono tre maschi. Per quasi un decennio i Baba hanno abitato in un appartamento di via Aristotele 9, una laterale di via della Stazione, che si imbocca appena usciti dal sottopasso: un quartiere residenziale formato da palazzine di recente costruzione. «Mi dispiace molto – ha detto una vicina –. Soprattutto per i bambini, rimasti senza padre: quando hanno traslocato, circa due anni fa, il quinto figlio era appena nato». Poi la vicina aggiunge: «Non credo abbiano altri parenti qui, anche se lui parlava di un fratello a Reggio». Il trasferimento è stato reso possibile dalla Caritas locale. I tutor che li seguono descrivono Baba come una persona seria, di parola, che ha sempre rispettato gli impegni presi nonostante le difficoltà – ben immaginabili – di una famiglia numerosa e monoreddito.
 



Il nucleo si è quindi spostato in centro storico, vicino all’ex cinema, ospite della casa di accoglienza “Cuore immacolato di Maria”. Una struttura – rinnovata e inaugurata nel 2018 dalla Caritas locale in collaborazione con l’Unione Tresinaro Secchia e l’Unità Pastorale – destinata a persone in situazioni di disagio abitativo e sociale: un rifugio concreto, spesso in stretta collaborazione con i Servizi sociali. Proprio l’alloggio, ieri, è stato meta di un mesto pellegrinaggio di persone che si sono strette intorno alla vedova, devastata dal dolore. Baba lavorava come operaio turnista in una fabbrica. Nella sua pagina Facebook i protagonisti sono i piccoli, oltre ai riti come il Ramadan e ai rari viaggi in patria per fare visita ai parenti. Una brava persona, ben inserita e conosciuta nella comunità ghanese.  © RIPRODUZIONE RISERVATA