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Il lutto

Addio al maestro Dario Indrigo: una vita per la musica

Ambra Prati
Addio al maestro Dario Indrigo: una vita per la musica

Musicista, compositore di fama internazionale, direttore d’orchestra e docente di composizione per trent’anni al Conservatorio Peri-Merulo di Reggio Emilia

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Reggio Emilia Il mondo della cultura è in lutto per la scomparsa, a 89 anni, di Dario Indrigo, musicista, compositore di fama internazionale, direttore d’orchestra e docente di composizione per trent’anni al Conservatorio Peri-Merulo di Reggio Emilia, al quale ha donato un corposo lascito di spartiti e saggi musicali. Il maestro si è spento serenamente ieri all’Asp Sartori di Cavriago.

Nato a Trieste da padre istriano e madre pugliese, Indrigo ha trascorso la sua giovinezza in una città asburgica che impartiva un’educazione rigorosa. Il talento per la musica è stato precoce, partendo dal violino e arrivando alla direzione d’orchestra. Dopo essersi diplomato al liceo classico Indrigo ha iniziato a girare il mondo come violinista, partecipando a tournée europee.

«Mio padre era poco più che ventenne quando ha detto a mia madre di raggiungerlo in Irlanda: lì si sono sposati e lì è nata mia sorella Alessandra, giornalista a Milano – racconta il figlio Davide –. Condividevano l’amore per la musica: mia madre era una cantante lirica che ha abbandonato il palcoscenico per dedicarsi alla famiglia. La nostra casa era tappezzata di locandine di spettacoli e concerti prestigiosi, oltre che di fotografie con colleghi del calibro di Riccardo Muti e Claudio Abbado».

Dopo alcuni anni formativi trascorsi come musicista al teatro La Fenice di Venezia, nel 1973 Indrigo si è aggiudicato la cattedra in composizione al Conservatorio ed è approdato a Reggio, dove è stato lo storico leader dell’ensemble (poi Nuovo Ensemble) di Musica/Realtà. In contemporanea, dagli anni Ottanta, è stato maestro del coro della Rai di Torino. Dopo aver formato generazioni di giovani in via Dante, nel 2022 il maestro ha devoluto alla Biblioteca Gentilucci un Fondo che raccoglie la sua produzione artistica: appunti e note esecutive redatte a margine delle partiture, una raccolta di 416 saggi musicologici, filosofici e teatrali, programmi di sala e libretti, 1.333 risorse musicali edite a stampa.

«Un’esistenza intensa e ricca di esperienze», prosegue il figlio, che ricorda la profonda cultura del padre: «Oltre a greco e latino, parlava cinque lingue. Era un leone, sia di segno zodiacale sia di indole: poco incline al quieto vivere, aveva un carattere sanguigno». Concorda l’assessore all’Università Roberto Neulichedl: «Vivo è il ricordo di te, maestro a volte bizzarro e forse anche per questo memorabile. L’energia e la passione musicale erano punto solido d’incontro. Ora, che il tuo silenzio è un po’ anche il nostro, risuona caro l’eco degli incontri». Oltre ai due figli, Indrigo lascia gli adorati nipoti Elia ed Elena. La camera ardente sarà aperta oggi alla casa funeraria Croce Verde, da dove domani il corteo funebre partirà alle 16.15 per la chiesa di Pieve Modolena. Al termine il feretro proseguirà per il cimitero di Coviolo in attesa della cremazione.  

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