Con Claudio Bisio nella serie tv c’è il Babbo Natale di Montebabbio
Castellarano: Palmiro Beneventi nei panni di un barbone nella serie Rai “Uno sbirro in Appennino”
Castellarano Dalla serie tv con Claudio Bisio ai sospetti di essere un ladro a causa dell’aspetto giudicato poco rassicurante. Si è calato con grande realismo nella parte richiesta Palmiro Beneventi, il conosciutissimo gestore della Casa di Babbo Natale a Montebabbio, sui colli di Castellarano, luogo che ogni anno nel periodo festivo accoglie centinaia di famiglie con le sue animazioni a tema. Decenni di attività hanno reso Beneventi un ottimo attore, spesso chiamato a operare come comparsa in film e serial. L’ultima recente chiamata è quella per “Uno sbirro in Appennino”, produzione Rai in onda in questo momento su Rai Uno, al giovedì sera.
Un lavoro che vede protagonista il comico Claudio Bisio, impegnato nei panni di un poliziotto che da Bologna viene mandato, per punizione, nello sperduto commissariato del paese di montagna in cui è nato. Una produzione di primissimo piano, con un volto noto come Bisio, e l’attrice Valentina Lodovini come controparte, chiamata a recitare come sindaca della località fittizia al centro della narrazione; oggi amministratrice, un tempo grande amore giovanile del poliziotto rispedito a casa con le cattive.In una scena di debutto, girata in piazza Maggiore a Bologna, Beneventi compare nei panni di un mendicante che chiede qualche spicciolo a Bisio, con cui finisce poi per intavolare una breve, surreale conversazione. Il Babbo Natale di Montebabbio tornerà anche nella seconda puntata, quella in programma domani sera. Qualche giorno fa, però, l’aura del ruolo è diventata realtà: in un supermercato della provincia reggiana, dove era entrato per qualche acquisto poco prima della chiusura, Beneventi è stato “battezzato” come un possibile ladro per via del suo aspetto, caratterizzato dalla folta barba bianca, ed è stato seguito a lungo da uno degli addetti alla sicurezza. La guardia prima ha finto di star tenendo d’occhio dei ragazzi, poi si è concentrata su Beneventi, prima del chiarimento dell’equivoco. «Finzione e realtà si sono mescolate dopo la prima puntata a tal punto che nei giorni a seguire entrò in un supermercato della nostra provincia poco prima della chiusura. Le luci al neon rendevano tutto più freddo, più distante. Si fermò davanti al reparto del pane, osservando in silenzio, come se stesse studiando un mondo che non gli apparteneva più», è il racconto, in tono da favola, di Beneventi. «Fu allora che accadde. Una guardia giurata, ferma all’ingresso da diversi minuti, iniziò a seguirlo con discrezione. Non c’era nulla di dichiarato nei suoi movimenti, ma abbastanza da farsi notare. Un passo dietro, poi due. Uno sguardo, poi un altro. Il sospetto cresceva nello spazio tra gli scaffali». E poi? «Babbo Natale, o ciò che ne restava, se ne accorse. E in quel momento, la finzione superò la sceneggiatura. Non era più un attore. Non era più un ruolo. Era diventato davvero ciò che interpretava: qualcuno di cui diffidare, qualcuno da controllare, qualcuno da non perdere di vista. Sorrise appena, un sorriso piccolo, nascosto sotto la barba ormai spettinata. Perché forse, pensò, la magia più potente non è farsi vedere da tutti… ma riuscire a sparire completamente». © RIPRODUZIONE RISERVATA
