Ladri in pausa pranzo in un appartamento del centro storico: approfittano di un cantiere, entrano dalla finestra e rubano. Bottino da 6mila euro
Reggio Emilia, svaligiata un’abitazione in via Emilia San Pietro: «Non siamo sicuri nemmeno di giorno»
Reggio Emilia Si sono introdotti nell’abitazione in pieno giorno, quando uno dei proprietari era in casa, in smart working, per fare man bassa di tutto quello che è capitato loro a tiro, lasciando dietro di sè l’amara conta dei danni. Colpo per un ammontare sostanzioso di circa 6mila euro per i malviventi che ieri mattina sono entrati in un’abitazione in via Emilia San Pietro, al civico 35. Probabilmente i malviventi hanno atteso il momento propizio per entrare in azione, sfruttando la presenza di un cantiere per i lavori in corso e del portone del condominio aperto e hanno agito in pausa pranzo. I ladri sono entrati da una finestra e hanno avuto accesso alla stanza di una residente, alla quale hanno portato via diversi oggetti preziosi. Tutti accomunati dalla possibilità di essere venduti facilmente.
«Ho trovato la stanza di mia sorella chiusa a chiave dall’interno - afferma il fratello della residente derubata -. Una volta dentro, non mi è rimasto che constatare quanto era successo. I ladri hanno portato via numerosi oggetti, tra cui: una Play Station 5, oggetti d’oro, 20 euro dal salvadanaio, profumi e scarpe. Hanno lasciato, però, un aspirapolvere “Folletto” comprato lunedì. Cercando di ricostruire l’episodio, supponiamo che i malviventi abbiano aspettato il momento propizio, ovvero quando c’è meno viavai, per entrare in azione e commettere il furto, che può essersi verificato dall’una alle due del pomeriggio. In quest’orario, infatti, i negozi sono chiusi per la pausa pranzo, e i malviventi hanno potuto agire indisturbati». I ladri sono entrati dalla finestra. «Non è la prima volta che succede un episodio simile in questo quartiere, da quanto mi hanno raccontato i vicini - racconta il fratello della residente derubata -. Il bottino è compreso tra i 5 e i 6 mila euro. Sappiamo che era programmato, perché hanno aspettato la chiusura del negozio sotto prima di entrare in azione, sperando di non essere visti. Ci vorremmo sentire più sicuri perché purtroppo la persona sospettata è già nota per avere commesso reati di questo tipo». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
