«No ai tre maxi impianti agrivoltaici». Sfilata coi trattori e raccolta firme
Reggio Emilia: la protesta di cittadini, comitati, associazioni e due Consulte
Reggio Emilia Un’imponente manifestazione con un corteo di trattori, che culminerà in una raccolta firme per una mozione di iniziativa popolare da portare in consiglio comunale di Reggio Emilia per dire no agli impianti agrivoltaici e fotovoltaici sul suolo agricolo. È quanto organizzano per sabato prossimo una serie di comitati, associazioni e due Consulte – il Comitato Giarola, l’associazione ambientalista Il Gabbiano, l’associazione Rure (Rurali Reggiani), Consulta comunale F e Consulta comunale C – che si sono uniti per opporsi a ben tre impianti che insisteranno nella stessa zona. L’agrivoltaico si differenzia dal fotovoltaico nel fatto che la produzione di energia solare convive con l’agricoltura sullo stesso terreno: perciò i pannelli sono sollevati su pali alti, mentre nel fotovoltaico sono a terra.
Sono in ballo ben tre impianti agrivoltaici: il primo denominato “La Giarola”, nell’omonima frazione situata tra Fogliano e Gavasseto, è in fase avanzata, si attendono le controdeduzioni del Comune alle osservazioni presentate dai comitati e se verrà autorizzato si farà entro l’anno; il secondo è a Gavasseto, è stato depositato il progetto nel bollettino regionale e i comitati sono in attesa dell’accesso agli atti; nulla si sa del terzo, tra Gavasseto e San Maurizio. Di certo tutti e tre insistono su un’area che, in linea d’aria, dista 2-3 chilometri, senza contare che esistono già due piccoli impianti a Gavasseto. Il 25 marzo scorso il Comitato Giarola ha svolto un’assemblea pubblica nella palestra di Bosco, alla quale hanno partecipato oltre un centinaio di residenti. «Il confronto ha evidenziato la necessità di fare rete fra tutti i soggetti che promuovono la diffusione delle fonti energetiche alternative e la difesa del territorio agricolo, per opporsi alla distruzione del territorio agricolo di pregio e del paesaggio ed indirizzare gli investimenti per le fonti energetiche alternative nelle aree già compromesse», scrivono i comitati. «Si è ritenuto indispensabile aumentare la capacità di rappresentanza dei cittadini presso le istituzioni al fine di equilibrare il quadro legislativo, ad oggi talmente generico da consentire la messa a punto di progetti che di fatto sfuggono a qualsiasi valutazione di impatto ambientale e a qualsiasi verifica – proseguono i comitati –. Questo rappresenta un serio pericolo sia per l’ambiente che per il settore agricolo, che rischia di subire pesanti ed irreversibili trasformazioni, con grave pregiudizio delle produzioni di qualità. Perciò si è creato un coordinamento fra le associazioni per dare voce ai cittadini» e promuovere una mozione di iniziativa popolare affinché il Comune di Reggio Emilia «ponga in essere un atto di indirizzo che consolidi la volontà politica dell’amministrazione nell’opporsi a progetti di occupazione del territorio agricolo e che operi nei confronti delle imprese proponenti con azioni di orientamento, affinché investano in aree già compromesse» come ad esempio ex aree industriali, vicino alle tangenziali o sui tetti degli edifici. Sabato si inizierà alle 9.30, quando i trattori partiranno dal parcheggio del Bosco e Mulino Armani per sfilare in via Frank, via Comparoni e arrivare alla latteria Sociale di via Muti 2 a Gavasseto; lì, dalle 10, dopo aver illustrato l’iniziativa, si raccoglieranno le firme alla presenza di un consigliere comunale per la validazione; si concluderà alle 13 con gnocco fritto. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
