Preso a calci e pugni dopo il gol: 16enne portato in ospedale. «Sanguinava dall’orecchio e dal naso»
Luzzara: la violenza durante la partita di calcio del campionato Allievi 2010 tra Audace Parma e la squadra locale
Luzzara «Il nostro giocatore è stato portato via in ambulanza. È stato un brutto episodio, dove lo sport c’entra davvero poco. Aveva l’orecchio che sanguinava, il naso che sanguinava, la bocca che sanguinava, un bernoccolo in testa e il setto nasale deviato. Prima è stato atterrato con un pugno, poi preso a calci da vari ragazzi». La scena che persone della società Audace Parma raccontano è a dir poco choccante.
Lunedì sera a Luzzara, al campo sportivo Compagnoni, si è giocata una partita tra la squadra di casa e gli ospiti parmigiani, valida per il campionato Allievi 2010, nel quale giocano ragazzi di 15-16 anni. L’episodio di violenza è avvenuto nel finale di gara. Gli ospiti, secondi in classifica, stavano spingendo alla ricerca del gol vittoria, arrivato allo scadere. L’autore della marcatura, che è anche capitano della squadra, ha esultato. Poi non si è capito più nulla e le versioni divergono. Certo è che i carabinieri sono intervenuti, su richiesta degli ospiti, e un ragazzo è finito in ospedale fino a notte.
«Un altro nostro giocatore ha preso un colpo in faccia, gli hanno rotto l’apparecchio e si è tagliato il labbro, anche se lui non è andato al pronto soccorso». Non è nemmeno chiaro se la partita sia finita, anche per questo bisognerà attendere il giudice sportivo. «La partita non era ancora terminata quando è successo il tutto. Poi, sinceramente, nessuno di noi ha ancora capito bene come sia finita, perché in quel momento la preoccupazione era solo una: salvaguardare l’incolumità dei ragazzi». I parmigiani non si spiegano quale sia stata la scintilla di tanta violenza. «Tutto è nato dopo che noi abbiamo segnato il gol dell’uno a zero. Da lì si è scatenato il parapiglia. Non c’è stata un’esultanza fatta andando sotto la panchina avversaria o in modo provocatorio: i ragazzi si sono solo abbracciati».
Il parapiglia avrebbe coinvolto anche persone che erano a bordo campo, forse non tutte minorenni. «Alla fine della serata ho avuto modo di parlare con il mister del Luzzara, che si è scusato. Anche qualcuno dei ragazzi coinvolti si è scusato, qualcun altro invece no e questo ha alimentato ulteriore tensione nel dopo partita. Resta comunque un episodio molto brutto, che ci lascia amareggiati e sbigottiti». Ora toccherà ai genitori del minore finito all’ospedale di Guastalla valutare se presentare querela, e bisognerà capire che cosa ha scritto l’arbitro nel suo taccuino e cosa deciderà di conseguenza il giudice sportivo. «C’è molta delusione. Ci chiediamo anche se abbia senso continuare a fare queste cose, visto che nessuno di noi lo fa di mestiere. Noi siamo una società di stampo giovanile, non abbiamo velleità particolari di categoria, il nostro obiettivo è far crescere i ragazzi. Per noi nessuna partita, neanche se fosse una finale di Champions League, può giustificare episodi del genere».
Il Luzzara Calcio, interpellato dalla Gazzetta, ha fornito una versione molto più edulcorata dei fatti. «Non vogliamo minimizzare ma neanche dare troppo risalto ad episodi che si vedono spesso in campo», hanno detto. «Per come la vediamo noi, queste non sono cose di campo. Le cose di campo sono un’altra cosa...», replicano da Parma. © RIPRODUZIONE RISERVATA
